(Sesto Potere) – Forlì/Cesena – 14 dicembre 2021 – “Perdere ventisei posizioni in un anno e scivolare al quarantesimo posto nella classifica sulla qualità della vita del Sole 24 Ore non è certo una bella notizia per la provincia di Forlì-Cesena. Ma non si può dire che sia un fulmine a ciel sereno: i campanelli d’allarme c’erano tutti ed evidentemente sono stati sottovalutati”: così Alice Buonguerrieri, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Forlì-Cesena, commenta l’indagine pubblicata dal quotidiano economico, che restituisce un quadro a tinte fosche per il territorio.

“Queste classifiche non possono essere lette e applaudite solo quando sono positive, non possono servire all’amministratore di turno per incensarsi, e poi far finta di nulla quando riportano un quadro che mette nero su bianco il fallimento di una politica territoriale condizionata dalle scelte della sinistra: dichiara Andrea Caputo, commissario provinciale di Gioventù Nazionale.

caputo e i ragazzi di G.N.

“Bisogna riflettere sul risultato e soprattutto analizzare gli indicatori che più penalizzano il risultato – proseguono i due esponenti FDI e GN- e quegli indicatori sono preoccupanti per un territorio come il nostro, fotografato da sempre come prospero e sicuro. L’isola felice, sia per l’economia che per la sicurezza, purtroppo non c’è più. Perdiamo terreno nell’area degli affari e del lavoro, della cultura, della demografia, ambiti che ricomprendono importanti indici di valutazione come, fra gli altri, le nascite, il tasso di occupazione e l’imprenditorialità giovanile. Un territorio che non è in grado di creare ricchezza come può trovare le risorse per investire nel futuro? Per cavalcare la crescita economica servono imprese, startup innovative, infrastrutture: ma su tutti questi aspetti Forlì-Cesena è ferma al palo. L’indice di criminalità resta elevato, con furti e rapine che ci collocano sopra la media. Ci si preoccupa tanto di difendere la teoria gender, come fa il Comune di Cesena, poi si perdono di vista questi target”.

L’obiettivo dovrebbe essere invertire la rotta. “Siamo finiti alle spalle di Ravenna, in regione siamo davanti solo a Rimini e Ferrara, bisogna intraprendere un lavoro che rimetta al centro economia, lavoro, sicurezza e tenuta sociale – conclude Buonguerrieri – Perché la provincia e i suoi cittadini meritano un’altra qualità della vita”.