Quale impatto del Covid sulle famiglie italiane? Studio Nomisma

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(Sesto Potere) – Bologna – 10 giugno 2020 – Nel “tempo-Covid” le famiglie hanno vissuto la propria abitazione in una dimensione nuovaLuogo della scuola, del lavoro e del tempo libero, la casa è anche un elemento di valutazione e analisi, per capire cos’è successo in questi mesi, e soprattutto cosa accadrà in futuro, quali sono le percezioni e quali i comportamenti reali degli italiani. Questi temi sono stati al centro dell’Indagine sulle famiglie italiane 2020 di Nomisma e sono stati approfonditi durante l’evento “Fuori tutti, la voce alle famiglie. Vivere, abitare, investire: l’Oltre del Coronavirus”  tenutosi nei giorni scorsi a Bologna.

La presentazione si è tenuta in diretta streaming grazie alla collaborazione di CRIF e Unicredit SubitoCasa, rappresentata dall’Amministratore Delegato Giulio Pascazio.
Hanno partecipato Luca Dondi, Amministratore Delegato Nomisma, che ha introdotto i dati del 13° Rapporto sulla Finanza immobiliare, e i relatori Silvia Rovere, Presidente Assoimmobiliare, Massimiliano Colombi, Sociologo dell’Università di Macerata, Fabrizio Barca, Economista del Forum Disuguaglianze Diversità, Matteo Lepore, Assessore Cultura e Turismo di Bologna, Gian Luca Galletti, Presidente Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti ed Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia.

Percezioni di futuro e comportamenti reali nell’Indagine sulle famiglie di Nomisma

Partendo dagli interventi di Matteo Lepore e della Ministra Elena Bonetti, s’è parlato della necessità di ascoltare la voce delle famiglie, per esaminare come hanno vissuto il tempo-Covid, quali bisogni sono emersi e capire qual è la loro percezione del futuro. In una situazione di emergenza, inoltre, molte famiglie non sono riuscite ancora ad analizzare quanto accaduto e quindi a comprendere la reale portata economica che l’impatto del Covid potrà avere sull’economia familiare.

Ciò che emerge dall’Indagine di Nomisma, riguarda infatti non soltanto i mesi passati, ma ha forti implicazioni su quanto accadrà in futuro e si può riassumere in tre punti fondamentali, esposti dal moderatore dell’evento, Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo di Nomisma.

Per prima cosa, osservando i dati passati appare evidente che l’impatto del Covid c’è stato, ma non è percepito come estremamente drammatico dalle famiglie. Le intenzioni di acquisto di un immobile, infatti, secondo i dati del 13° Rapporto sulla Finanza immobiliare, sono simili allo scorso anno. Questo può voler dire che è passato ancora poco tempo, ma anche che le famiglie pensano a un futuro “automatico”. Accanto alla bassa consapevolezza sociale, tuttavia, emerge la fragilità, ben visibile se si considera che nel pre-Covid il ritardo sul pagamento dell’affitto era del 9%, mentre invece nel post salirà quasi al 40 e influenzerà la domanda delle famiglie. Una considerazione ancora più importante è che ci saranno grandi rinvii da parte delle famiglie, poiché anche l’eventuale risparmio forzoso non verrà reimmesso sul mercato in tempi brevi: l’acquisto della casa, l’acquisto di un’auto, l’apertura di nuove attività saranno rimandati. È la fine del modello con cui siamo cresciuti, e il più grave dei rinvii è sicuramente la nascita di un figlio”.

La sicurezza delle famiglie e l’agenda politica

Dall’analisi Nomisma emerge che il clima di fiducia delle famiglie italiane è strutturalmente basso: i dati raccolti in questi mesi lo confermano, ma non ci sono peggioramenti, come se la percezione di quanto vissuto e delle sue conseguenze da parte delle famiglie fosse parziale. Tra gli aspetti più rilevanti presi in considerazione ci sono la sicurezza lavorativa personale, l’affidabilità delle istituzioni, il futuro dei propri figli e delle giovani generazioni.

Un cambiamento considerevole, invece, è avvenuto nell’agenda “politica” delle famiglie italiane, rispetto al pre-Covid: la disoccupazione registra un aumento di importanza del 66,9%, il debito pubblico del 49,9% e le disuguaglianze economico-sociali del 49,2%. L’importanza dell’immigrazione è invece in calo (-8,6%) e tra gli anziani (65 anni e più) raggiunge il -20,4%. La sicurezza delle città (al terzo posto tra le preoccupazioni prima del Covid) registra un aumento relativamente contenuto (31,4).

Autopercezione ottimistica e parametri oggettivi: l’esigenza di un’analisi 3D

Ciò che salta all’occhio quasi immediatamente è la percezione ottimistica che le famiglie hanno sul tema dell’acquisto e dell’affitto della propria abitazione: tale visione è falsata perché partedalla propria situazione personale e non si basa su indicatori macroeconomici. Il rischio è di restituire un quadro illusorio, e la conferma sta nel fatto che quasi 4 milioni di nuclei familiari si percepiscono “forti” rispetto a quanto è accaduto e accadrà mentre, valutando la loro effettiva solidità economico-reddituale, si assiste al dimezzarsi di questo dato.

“Gli impatti non sono stati ancora correttamente stimati dai nuclei familiari”, ha sottolineato Luca Dondi, “perché le intenzioni di acquisto non tengono conto di ciò che potrebbe fare la differenza, ovvero la percezione della solidità delle famiglie da parte degli istituti di credito”. Per questo motivo, come spiega Marcatili per rispondere anche a numerose domande del pubblico, nell’edizione 2020 del Rapporto è stata fatta una rilettura basata su aspetti reddituali, composizione del nucleo, titolo di godimento dell’abitazione, rapporto di percettori di reddito e numero di componenti. “Mentre i Rapporti degli anni precedenti hanno avuto un approccio di tipo 2D, basato sui dati raccolti, ovvero sulla percezione che ogni famiglia aveva rispetto alla propria situazione, quest’anno abbiamo sentito la necessità di una rilevazione 3D, che potesse tenere insieme queste due dimensioni: l’autopercezione e la rilettura critica alla luce di parametri oggettivi”.

Il sostegno alle famiglie per recuperare la fiducia nel futuro

La ministra Bonetti ha commentato anche altri due importanti elementi, ovvero il basso grado di consapevolezza sociale degli effetti della crisi e l’accessibilità del sostegno. Bonetti ha sottolineato che alcuni effetti del Covid saranno sicuramente negativi, mentre altri potrebbero invece fare da catalizzatore per la riattivazione di percorsi a sostegno delle famiglie. “C’è un elemento molto importante da considerare ed è la perdita di speranza, di visione di se stessi proiettati nel futuro, che comporta l’inibizione di scelte di coraggio necessarie a riattivare un percorso di ripartenza. In Italia, per esempio, le giovani generazioni rimandano molto più dei coetanei europei i propri progetti di vita”.

Sostegno a famiglie, imprese e città – Matteo Lepore

Matteo Lepore, Assessore Cultura e Turismo di Bologna, ha introdotto le sue considerazioni proprio a partire da alcuni dati che riguardano la città. “Bologna è cambiata molto negli ultimi dieci anni, dal punto di vista del posizionamento economico. Le iscrizioni di fuori sede presso l’Ateneo sono aumentate di 4.000 unità, ma c’è stata anche una crescita delle famiglie con 9.000 nuclei in più. Bologna era un treno in corsa che si è fermato, come molte altre città. Le statistiche, però, non vanno lette solo attraverso i trend, ma anche a livello delle disuguaglianze tra le persone. Nel caso di Bologna, per esempio, bisogna considerare che la metà dei nuclei familiari è composta da una sola persona, e che il 14% dei bolognesi nell’area metropolitana vive sotto o rischia di scendere sotto la soglia di povertà. Alla fine di questi mesi ci verrà presentato un conto, su cui potrebbe pesare la mancanza di sostegno alle famiglie, il nucleo che ha subito di più”.

Come ha ricordato Lepore, però, le famiglie erano già penalizzate nella situazione precedente al Coronavirus, per questo “è molto importante ripartire da cosa eravamo due mesi fa, perché lì ci sono anche tutte le nostre possibilità”.

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