Proroga del blocca-trivelle, Bonaccini chiede a governo di attivare ‘tavolo’

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trivella in mare

(Sesto Potere) – Bologna – 18 febbraio 2020 – Nuovi commenti dopo la proroga nazionale nazionale dello stop all’attività estrattive che colpisce anche il comparto dell’offshore in Adriatico e in Romagna.

estrazione petrolifere

“La proroga non porta con sé alcuna soluzione concreta e strutturale, aggravando le difficoltà e lasciando in una pericolosa incertezza l’intero comparto ravennate  e regionale. La green economy  non si fa per decreto e così non si dà alcuna risposta né sotto il profilo della tutela ambientale , viceversa sempre più urgente da affrontare, né per quanto riguarda gli aspetti economici e occupazionali , con l’effetto di fermare e danneggiare un settore strategico e avanzato, che andrebbe al contrario accompagnato nella transizione con politiche industriali”: commenta il governatore Stefano Bonaccini.

E ci si riferisce ad un settore che in Emilia-Romagna conta nel suo complesso mille imprese   e 10mila lavoratori diretti.

L’assenza di risposte per Bonaccini diventa “beffa”  nel momento in cui a poche miglia di distanza, in mare aperto e sull’altra sponda dell’ Adriatico , l’estrazione di metano prosegue come se nulla fosse, mentre aumenta la dipendenza energetica del nostro Paese dall’estero.

“Viceversa, si dovrebbe agire subito e bene, tenendo insieme ambiente e lavoro , avviando nel concreto una transizione energetica verso fonti rinnovabili, e una conseguente conversione degli impianti, investendo a livello nazionale e non bloccando un intero comparto, che nel polo ravennate vede un avamposto di professionalità ed esperienze di altissimo livello, anche sul piano della sicurezza e della tutela ambientale. Ho la sensazione che da parte del decisore politico si conosca anche poco quanto è stato fatto in questi anni nel nostro territorio”: aggiunge Bonaccini

Il presidente si dice pronto come Regione “a fare la nostra parte” ma ritenendo necessario che il Governo, per iniziativa del ministero dello Sviluppo economico, apra subito un confronto con le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, mettendo a valore quanto già si sta facendo in territori come Ferrara e Ravenna e un Piano energetico regionale come il nostro.

“Non siamo certo rimasti fermi in questi anni e siamo pronti a fare tutto ciò che serve per coniugare tutela ambientale e occupazione. Ma siamo stanchi di decisioni (o non decisioni) prese dall’alto sulla testa di istituzioni, imprese e lavoratori”: conclude Bonaccini, che per queste ragioni chiede con urgenza un incontro al Governo.

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