(Sesto Potere) – Modena – 29 aprile 2022 – Emessa la sentenza di primo grado del processo “White list” che ha dichiarato responsabili alcuni degli imputati per rivelazione di segreto d’ufficio, con il riconoscimento del danno delle parti civili, tra cui figurano anche la CGIL Emilia-Romagna, la Camera del Lavoro di Modena e la Fillea CGIL di Modena.

Il Tribunale di Modena ha infatti condannato l’ex capo di Gabinetto della Prefettura di Modena a 10 mesi per rivelazione del segreto d’ufficio (oltre all’interdizione per lo stesso periodo dai pubblici uffici), e altre due persone a un anno e sei mesi per rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

La sentenza riconosce l’inquinamento delle procedure con le quali i responsabili di una ‘ditta edile di costruzioni’ finita sotto processo avevano illegittimamente tentato di essere iscritti alla white list sugli appalti pubblici, per i lavori post sisma in Emilia, innescando un’ immediata denuncia della CGIL tramite un esposto alla locale Procura della Repubblica.

CGIL Emilia-Romagna, la Camera del Lavoro di Modena e la Fillea CGIL di Modena, con una nota congiunta, si dicono “soddisfatti” della sentenza e commentano che il Tribunale: “riconosce, più in generale, il necessario ruolo che lo strumento delle white list ha assunto nella ricostruzione post terremoto e che a tutt’oggi assume per escludere l’infiltrazione di associazioni criminali nell’economia del territorio e garantire un sufficiente standard di legalità. Si riconosce, infine, l’importanza dell’azione sindacale, che già all’epoca dei fatti sostenne con forza la necessità della white list, nonostante le pesanti accuse ricevute dalla CGIL di: “danneggiare tramite questo strumento le aziende”. La sentenza dimostra che già allora facemmo bene a denunciare quanto stesse avvenendo, contrastando quindi il tentativo di favorire l’infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti della ricostruzione. Siamo sempre più convinti che la legalità, il rispetto delle regole, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori siano imprescindibili per salvaguardare il tessuto economico sociale e produttivo dei nostri territori dai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata e delle mafie”.

Il Tribunale di Modena ha stabilito le spese processuali da rifondere da parte dei condannati alle parti civili: Libera, CGIL e Fillea.