(Sesto Potere) – Roma – 10 gennaio 2023 – Il Codacons segnala anomalie nei listini dei carburanti che vedono i prezzi alla pompa ancora in crescita sulla rete, con prezzi medi che in autostrada superano i 2,2 euro al litro. Oggi un pieno di benzina costa in media 8,9 euro in più rispetto a fine dicembre, che equivale ad una maggiore spesa su base annua di circa +214 euro ad automobilista.

“Al di là dei casi limite registrati nelle isole o su alcune tratte autostradali, dove i listini si avvicinano anche ai 2,5 euro al litro, è evidente che qualcosa non torna sul fronte dei prezzi alla pompa – spiega il Codacons – Il rialzo di benzina e gasolio era ampiamente atteso come effetto dell’aumento delle accise, ma al netto della maggiore tassazione la componente di prezzo che non risente di Iva e accise avrebbe dovuto scendere per effetto del forte calo delle quotazioni del petrolio, sceso in questi giorni abbondantemente sotto gli 80 dollari al barile. Non si capisce poi come due pompe dello stesso marchio, ma ubicate in zone diverse, possano vendere lo stesso carburante con differenze di prezzo di anche 20 centesimi di euro”.

Per avere un’idea, in base agli ultimi dati disponibili, sull’isola di Vulcano il gasolio ha raggiunto quota 2,349 euro al litro in modalità servito, 2,239 euro/litro la benzina: denuncia il Codacons. A La Maddalena, in Sardegna, la benzina sale a 2,087 euro al litro, 2,229 euro il gasolio. A Ischia un litro di verde costa oggi 2,054 euro, il diesel vola a 2,104 euro. Proibitivi i prezzi in autostrada, dove in modalità servito la benzina arriva a costare 2,392 euro/litro sulla A1 Roma-Milano, e il gasolio viaggia verso 2,5 euro al litro (2,479 euro); sulla Autostrada A4 Brescia-Padova benzina a 2,384 euro/litro, diesel 2,449 euro/litro: rileva sempre il Codacons nel suo monitoraggio.

pompa benzina

“I prezzi dei carburanti sembrano fuori controllo, e dopo lo stop al taglio delle accise si assiste a forti incrementi dei listini alla pompa in tutto il territorio, la cui entità non sembra in alcun modo giustificata dall’andamento delle quotazioni petrolifere – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Per tale motivo abbiamo presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia e alla Guardia di Finanza, chiedendo di indagare sui prezzi di benzina e gasolio allo scopo di accertare eventuali speculazioni o rialzi ingiustificati dei listini”.

Dunque, adesso, saranno magistratura, Guardia di Finanza e Antitrust a dover verificare la correttezza dei listini alla pompa e l’esistenza di eventuali speculazioni tese a mantenere ingiustificatamente elevati i prezzi di benzina e gasolio.

Per accertare le speculazioni in atto sui prezzi dei carburanti denunciate da più parti il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, hanno annunciato un incontro – oggi a Palazzo Chigi – con il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana, per fare il punto della situazioni e discutere di eventuali azioni di contrasto.

“Siamo lieti che la nostra denuncia sui carburanti abbia portato il Governo ad attivarsi immediatamente per monitorare l’andamento dei listini, ma riteniamo che simili situazioni debbano essere prevenute attraverso una attività di vigilanza costante – conclude il presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo all’incontro col ministro Urso previsto per questa settimana, chiederemo al Governo di riformare Mister Prezzi, figura finora rivelatasi fallimentare, attribuendo compiti e funzioni di tale organismo alle associazioni dei consumatori, che hanno competenza a presenza sul territorio in grado di garantire un controllo serrato sui prezzi e denunciare in tempo reale anomalie e speculazioni”.

Da parte sua  il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha già dichiarato che “gli aumenti sono ingiustificati” e che “miglioreremo i controlli”.