Prenotazioni visite e analisi Ausl Romagna: da prendere in carico ancora 70 mila prestazioni

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Dottore in ospedale

(Sesto Potere) – Forlì – 10 luglio 2020 – Come noto, a seguito dell’emergenza sanitaria CoViD-19, dal mese di marzo 2020 è stata sospesa l’erogazione e la prenotazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale con classi di priorità D e P dell’Ausl Romagna, garantendo comunque l’erogazione delle prestazioni urgenti e quelle non procrastinabili per pazienti cronici o con patologie rilevanti. Allo stesso modo, è stata sospesa l’attività delle prestazioni erogate in regime di libera professione.

L’effetto della chiusura ha comportato per la nostra Azienda la sospensione di circa 254.000 prestazioni già prenotate a Cup, 82 mila a Rimini, 85 mila a Ravenna, 87 mila a Forlì- Cesena, a cui vanno aggiunti più di 6 mila prelievi.

Conseguentemente all’appiattimento della curva epidemica, la regione Emilia-Romagna ha dato indicazioni alle Aziende sanitarie per la graduale ripresa delle attività assistenziali ordinarie, tra le quali riveste un ruolo strategico l’assistenza specialistica ambulatoriale.

Da più parti si sono dimostrate lunghe attese telefoniche da parte dei cittadini e degli utenti del servizio sanitario per poter prenotare e, più in generale, per eseguire pratiche amministrative presso diversi sportelli dell’Ausl, al riguardo l’Azienda Usl Romagna esprime il proprio rammarico per tali disagi causati dalle conseguenze dell’emergenza Covid.

Alla ripartenza le risorse aziendali si sono massimamente concentrate a completare il recupero degli appuntamenti sospesi nel periodo di picco della pandemia: ad oggi delle oltre 250 mila prestazioni più del 70 % è stato erogato, o annullato o ha ricevuto un nuovo appuntamento.

Restano ancora da prendere in carico poco meno di 70 mila prestazioni.

E assieme alla gestione degli appuntamenti già in essere, i servizi aziendali hanno continuato a programmare azioni tali da consentire una progressiva riapertura delle prenotazioni a CUP.

La riattivazione delle attività di prenotazione ha previsto necessariamente un approccio progressivo e differenziato, con riprogrammazione scaglionata delle prestazioni in base alla classe di priorità D (Differibile) e P (Programmata), alla disciplina (alcune sono ancora interessate dal CoViD-19 e quindi con meno possibilità di aprire l’offerta ambulatoriale), alla natura della struttura, con il privato accreditato sostanzialmente già pronto ad accettare nuove prenotazioni, ma anche in base agli ambiti territoriali, anch’essi diversamente coinvolti dall’emergenza epidemiologica. 

La pressione a cui sono stati sottoposti i punti di prenotazione aziendali: dopo svariati mesi l’apertura del servizio di prenotazione fa registrare un numero di telefonate medie giornaliere doppio rispetto alla media del periodo, il fenomeno è inoltre aggravato dalle prenotazioni di laboratorio, a cui i cittadini erano abituati ad accedere direttamente.

Per far fronte a questa forte domanda di prenotazioni, il fornitore del servizio di call center ha innanzitutto ampliato l’orario, dalla fascia 8.00 – 18.00, alla fascia 7.30 – 19.00, ha poi potenziato le linee in entrata dalle normali 150 a 300 ed ha messo 6 ulteriori operatori a supporto.

Questo ha permesso di passare dal 50% delle telefonate gestite, nella settimana della riapertura dei CUP, al 65% di oggi. Come noto però la competenza necessaria alla gestione di un servizio così delicato necessita di una formazione di almeno 3 settimane e presto saranno formate nuove risorse.

Purtroppo ciò non evita che nei momenti di picco le attese possano essere di svariati minuti: ammette in una nota la Direzione Aziendale di Usl Romagna.

Per ovviare alle lunghe attese l’Ausl invita a utilizzare il servizio di recall che permette di essere richiamato nell’arco della giornata e comunque entro la prima ora di servizio del primo giorno lavorativo successivo. Oltre alle facilitazioni offerte dai Farmacup ed all’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, che oltre a prenotare consente anche di scaricare i referti senza andarli a ritirare fisicamente. Mentre per quanto riguarda gli sportelli CUP aziendali, sono state ripristinate le aperture pomeridiane laddove presenti antecedentemente alla chiusura per emergenza Covid, se le condizioni logistiche assicurano adeguati livelli di sicurezza per i cittadini e per gli operatori.

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