Predappio (Forlì-Cesena) – 25 ottobre 2022 – Predappio torna a suo modo sotto i riflettori della politica italiana in questo fine settimana. Un fine settimana di commemorazioni dal significato opposto e polemiche legate alla data del 28 ottobre: liberazione del paesino romagnolo da un lato e Marcia su Roma dall’altro, con minimo comune denominatore Benito Mussolini.

Alleati e partigiani, in particolare polacchi dell’Ottava armata e ottava brigata Garibaldi, forse scegliendo simbolicamente proprio quel giorno, il 28 ottobre del 1944 liberarono il Comune dal giogo nazifascista.

Emma Petitti

Mentre 22 anni prima le camicie nere muovevano verso la capitale venerdì l’Anpi provinciale ricorderà la liberazione non solo con la tradizionale tagliatella antifascista ma con un corteo al quale parteciperanno tra gli altri la presidente della Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Emma Petitti, il presidente della provincia di Forlì-Cesena nonché sindaco di Cesena Enzo Lattuca e il dirigente dello Spi-Cgil Ivan Pedretti. A concludere la giornata sarà Vincenzo Calò della segreteria nazionale Anpi.

Invitato è il sindaco di Predappio Roberto Canali, che non ha però concesso il patrocinio del Comune alla manifestazione. “In un giorno feriale – ha motivato così la sua decisione il sindaco Canali, tra le ire del Partito democratico e di Articolo 1 entrambi presenti al corteo – si potrebbero creare dei disagi ai cittadini”.

C’è invece il patrocinio al corteo, tra diversi enti e associazioni, del Comune di Forlì, anch’esso a guida centrodestra. L’appuntamento è per le 14.30 di venerdì prossimo di fronte al Comune di Predappio per poi raggiungere piazza Garibaldi, incrociando I luoghi della liberazione.

C’è “un poderoso carico simbolico”, commenta all’agenzia Dire: l’Anpi : infatti “la cacciata di Mussolini dal suo paese natale, nella retorica fascista luogo aurorale del regime, nello stesso giorno fondativo del Fascismo, prefigura la liquidazione della ‘repubblichina’ e dei nazisti che la sorreggono. Prendere Predappio è una promessa di liberazione dell’Italia del nord intera. Ecco perché, nel “nefasto centenario della marcia su Roma, non si può non festeggiare la liberazione di Predappio”.

Per Articolo 1 Forlì è “fondamentale partecipare”, Predappio è una “piccola città, consapevole di aver ereditato dalla storia una visibilità di alcuni ordini di grandezza superiori alle proprie proporzioni urbane, i cui abitanti sono abituati a ricorsivi flussi di attempati nostalgici e alle loro gradasse liturgie”. Il centrodestra, prosegue Articolo 1 Forlì, riconosce “la scelleratezza del fascismo e la peculiarità illiberale e razziale che lo incardinava”, per cui stupisce il rifiuto al patrocinio del primo cittadino.

casa natale Mussolini Predappio

Di opposto tenore, appunto, la mobilitazione organizzata domenica 30 ottobre dall’Associazione Arditi d’Italia di Ravenna, spesso protagonista di anniversari legati al Duce e al fascismo. In questo caso tradizione rispettata e corteo di nostalgici per le vie del paese per raggiungere il cimitero di San Cassiano dove si trova la cripta della famiglia Mussolini che sarà regolarmente aperta.

Quest’anno “ci saranno centinaia di persone in più” anche grazie al tam tam della sinistra e dei giornalisti, spiega all’agenzia Dire: Mirco Santarelli dell’Associazione Arditi di Ravenna. “Saremo in migliaia come per il centenario dalla nascita di Mussolini nel 1983″, per cui “aumenteremo il personale di servizio” che dovrà adoperarsi per fare defluire tante persone che vorranno avvicinarsi alla tomba per un saluto e una preghiera e per ascoltare il saluto ai presenti della “diretta discendente” Orsola Mussolini. Presidio dalle 10.30, inquadramento dietro i labari e marcia verso la cripta scandita da canti e preghiere, come quella del legionario.

Questo il programma di domenica e per tre giorni, da venerdì anche mostre, dibattiti e il tradizionale pranzo a Rocca delle Caminate.

Non mancheranno nemmeno i saluti romani? “Mi piacerebbe vedere ‘boschi di braccia tese’ come nella canzone di Lucio Battisti, ma da buon padre di famiglia consiglio di non farlo”, afferma ancora all’agenzia Dire: Mirco Santarelli che è “sotto processo” per “atteggiamenti fascisti” a Ravenna. “C’è la caccia al saluto romano, ma poi vengono tutti assolti. Comunque – ribadisce – consiglio di non farlo date le spese processuali”: la legge Mancino è “un po’ l’olio di ricino della sinistra”, ironizza, mentre il saluto romano è come “il segno della Croce quando si entra in chiesa”. Del corteo di due giorni prima, di “commemorazione della liberazione mai fatta” gli Arditi non si interessano, “non ci tange. Non abbiamo mai rotto le scatole, qualche facinoroso fuori dai controlli può capitare, ma non è né voluto né organizzato”: conclude Santarelli.