(Sesto Potere) – Ravenna – 18 marzo 2022 – I sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Filcams Cgil, Fisascat Cisl Romagna e Uiltucs Uil hanno chiesto un incontro al prefetto di Ravenna “affinché si verifichi la corretta applicazione della normativa sui cambi d’appalto”, che si sono resi necessari dopo la cessazione delle attività dell’azienda Apulir, che vantava 105 dipendenti impegnati in diversi cantieri nei territori di Ravenna, principalmente al porto, e ad Imola.

porto ravenna

“Rafar Multiservice e Colas, del gruppo Ciclat, si sono rese disponibili ad assumere i 57 lavoratori di Apulir che erano impegnati negli appalti con Italterminal, Ravenna Terminal Fertylaizer e Irce. Come sollecitato da Cgil, Cisl e Uil, l’assunzione è avvenuta nel rispetto dell’art.42 del contratto collettivo nazionale del settore Trasporti Merci e Logistica e delle norme sugli appalti, mantenendo e migliorando le condizioni di assunzione ed economiche degli addetti”: scrivono in una nota Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Filcams Cgil, Fisascat Cisl Romagna e Uiltucs Uil.

“Ma analoghi risultati non sono purtroppo stati ottenuti per il cambio d’appalto relativo al servizio di controllo e regolamentazione accessi per le ditte Ifa e Nadep.  Queste ultime, scorporando l’appalto, hanno preferito concedere l’affidamento alla ditta Ibs sulla base di un mero calcolo numerico, sul risparmio e sulla riduzione dei costi sulla pelle dei lavoratori. In base al cambio appalto al massimo ribasso, ai lavoratori coinvolti sarà applicato un contratto nazionale, firmato solo da Ugl, che non parifica i loro trattamenti a quanto previsto dal contratto nazionale trasporti merci e logistica (art.42), né mantiene loro le condizioni normative ed economiche preesistenti”: sostengono ancora i sindacati Cgil, Cisl e Uil che ricordano che questo affidamento alla ditta Ibs è avvenuto “senza il loro accordo”.

Su queste basi la “triplice” sindacale ha chiesto un incontro al prefetto di Ravenna, lamentando quello che considerano nei fatti descritti per il cambio di appalto un “peggioramento delle condizioni di alcuni lavoratori”.