Polstrada, governo propone presidio. Di Maio (Iv): “Non basta”

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PARLAMENTO Marco di Maio

(Sesto Potere) – Forlì – 5 marzo 2020 – Il Ministero dell’interno non ha dato risposte positive sul futuro del presidio di polizia stradale di Rocca San Casciano.

Marco di Maio

” n errore, dettato evidentemente dalla mancanza di conoscenza anche di quanto si è fatto in passato quando il ministro dell’interno era Marco Minniti e si ottenne il mantenimento del presidio a costo zero per l’Amministrazione centrale grazie alla decisione del Comune, guidato allora dalla sindaca Rosaria Tassinari, di concedere un locale di proprietà municipale a costo zero per lo Stato. Quel distaccamento non costa nulla all’Amministrazione, svolge compiti fondamentali che vanno ben oltre il singolo comune di Rocca, chiuderlo è un errore che contraddice anche gli investimenti che il Governo sta facendo per potenziare organici e mezzi”.

Lo ha detto Marco Di Maio replicando in prima persona in Commissione Affari costituzionali, dove è capogruppo, alla risposta del vice ministro Mauri sulla chiusura del presidio di polizia di Rocca San Casciano.

Nella risposta il vice ministro ha annunciato che “il Ministero sta valutando di continuare a mantenere un’operatività che consenta alla Questura competente per territorio di poter disporre di un punto di riferimento ove raccogliere le istanze in materia di polizia amministrativa e di immigrazione”.

“Non serve un generico presidio di polizia – afferma il parlamentare Marco Di Maio – e non si può pensare che a svolgere i compiti oggi in capo alla stradale di Rocca siano gli uomini della piccola stazione dei Carabinieri. Al Governo chiediamo una revisione radicale della sua decisione”. Per motivare questa decisione, il parlamentare ha snocciolato i dati, in particolare “gli oltre 4mila veicoli controllati, le oltre 5mila persone identificate, le quasi 700 infrazioni del codice della strada rilevate nel solo 2019”, e sottolineato che “questa causa è sostenuta in maniera trasversale da tutte le forze politiche e istituzionali”.  

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