Policlinico della Romagna, lettera aperta di Giovanni Amadori al sindaco Zattini

0
459
Giovanni Amadori e Gianluca Zattini

(Sesto Potere) – Forlì – 19 giugno 2020 – L’avvocato Giovanni Amadori, già candidato nella “Lista Civica Forlì Cambia – Zattini Sindaco” alle ultime amministrative, ha spedito oggi una lettera aperta al sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ricordando il lavoro svolto dal padre, il Prof. Dino Amadori,  recentemente scomparso, per portare a Forlì i corsi della Facoltà di medicina e Chirurgia. Un testo – che a seguire pubblichiamo – con cui Amadori ringrazia Zattini anche per la intitolazione al nome del padre dell’IRST-IRCCS di Meldola.

Giovanni Amadori e Gianluca Zattini

Caro Gian Luca,
in questi giorni, sto vivendo un momento indimenticabile: la decisione di intitolare l’IRST-IRCCS al suo Fondatore, mio padre, il Prof. Dino Amadori: una iniziativa da te fortemente voluta ed ottenuta.
Un momento, questo, estremamente importante che accresce il mio orgoglio per lui. Ricordo con emozione e rinnovato entusiasmo il giorno in cui ci incontrammo in studio, da mio padre, nel mese di marzo, in occasione della campagna elettorale per le amministrative 2019.

E’ stata una esperienza emozionante che mi ha avvicinato alla politica con lo spirito giusto, arricchito dalla Tua candidatura a nostro Sindaco rivelatasi una scelta vincente. Sin da quando mi inseristi nella “Lista Civica Forlì Cambia – Zattini Sindaco” quale candidato in Consiglio Comunale, mio padre era solito confrontarsi con me, appoggiando la mia scelta.

Nei numerosi confronti che avevamo, mi diceva sempre che saresti stato il nuovo Sindaco della nostra città e confermò la stima nei Tuoi confronti, offrendosi di sottoporti il progetto che già aveva avviato, volto a fare arrivare a Forlì la Facoltà di Medicina, con la sinergia IOR, IRST-IRCCS, Fondazione. Un obiettivo questo puntualmente raggiunto, l’ultimo che ha condiviso con tutti noi.

Dino Amadori

Tale incontro fu decisamente interessante e, sicuramente vincente e, si incentrò nella stesura del “programma sanità e università a Forlì” ; la sua la sua lungimiranza fu compendiata in pochi punti essenziali, con lo stile sobrio che lo ha sempre contraddistinto.

La Facoltà di Medicina doveva arrivare a Forlì con l’Alma Mater di Bologna, una realtà da sempre a noi legata e, il tutto senza “gareggiare” con Ravenna che pure avrebbe avuto un secondo “canale”, sempre con l’Alma Mater. Il Prof., mio padre, Parlava di medicina “anche” a Forlì, non “solo” a Forlì. Il progetto individuava un ruolo fondamentale dell’IRST – IRCCS di Meldola con le sue eccellenze anche universitarie e l’Istituto Oncologico Romagnolo, per l’importanza nel campo della ricerca.

Seguiva, ma non da ultimo, il ruolo dell’Ospedale Pierantoni: una eccellenza clinico chirurgica con tecnologie innovative anche nel campo della robotica. Il corso di medicina si doveva strutturare in un primo triennio presso il Campus Universitario di Forlì e, per un secondo triennio clinico che avrebbe dovuto coinvolgere tutte e quattro le ASL della Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini): in un ottica virtuosa di “Policlinico della Romagna”.

Avete raggiunto anche questo traguardo, senza mai anteporre inutili propagande personali o politiche; un valore trasversale nell’ interesse di tutta la comunità”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here