(Sesto Potere) – Bologna – 20 marzo 2022 – Dalle Case della Salute e la medicina di territorio ai progetti per la qualità dell’abitare. Dall’edilizia scolastica, con i primi 46 interventi in tutta la regione, ai nidi e i servizi per l’infanzia. Dal Metromare di Rimini e la tramvia di Bologna al potenziamento del Porto di Ravenna. Ancora: dagli interventi di messa in sicurezza e prevenzione idrogeologica alla rigenerazione dell’area del fiume Po, dalla promozione del Delta del Po in chiave naturalistica, ambientale e di turismo alle grandi ciclovie nazionali. Fino alla rigenerazione urbana che soppianta il consumo di suolo e la rinascita dei borghi.

In Emilia-Romagna è già nel vivo il percorso che dovrà concludersi con la costruzione di una regione nuova, più moderna e sostenibile, grazie all’utilizzo pieno ed efficace dei fondi europei del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Già assegnati quasi 4 miliardi, 230 amministrazioni coinvolte

Un cammino che vede già ora coinvolte 230 amministrazioni ed enti e almeno un’opera o un’azione nell’85% dei Comuni da Piacenza a Rimini. E che a oggi vede assegnati all’Emilia-Romagna 3,83 miliardi di euro, di cui il 63% per interventi già identificati.

Protagoniste di questa prima fase del Piano sono le amministrazioni comunali, titolari del 59,4% dei progetti: in particolare, il 63% dei fondi sono destinati ai Comuni capoluogo, mentre delle restanti risorse il 15% è assegnato ai Comuni montani.

Dalla transizione ecologica a sanità e scuola: le singole ‘missioni’

Dal punto di vista degli ambiti di finanziamento, è la transizione ecologica la missione principale coperta dai contributi pubblici del PNRR in Emilia-Romagna: alla “rivoluzione verde” sono già stati assegnati 1,863 miliardi di euro, quasi la metà del totale. Al suo interno, finanziati interventi per energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile (939,69 mln), efficienza energetica e riqualificazione edifici (174,82 mln), tutela del territorio e della risorsa idrica (748,54 mln).

Alle infrastrutture per una mobilità sostenibile, ulteriore voce di missione identificata dal PNRR, vanno altri 272,40 milioni di euro: 67,40 mln per investimenti sulla rete ferroviaria e 205 mln per l’intermodalità e la logistica integrata.

A seguire, coesione e inclusione, con 607,05 milioni di euro, missione che tiene insieme infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore (587,24 mln) e interventi speciali per la coesione territoriale (19,81 mln).

Altrettanto importante il capitolo salute, con 533,35 milioni assegnati all’Emilia-Romagna: rete di prossimità, strutture e telemedicina (208,81 mln) e innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario (325,34 mln).

Alla missione istruzione e ricerca, 504,25 milioni di euro per il potenziamento dell’offerta dei servizi.

Alla voce turismo e cultura arrivano 53,25 milioni di euro.

A che punto siamo in Emilia-Romagna

Il punto della situazione sullo stato di attuazione del PNRR in Emilia-Romagna è stato fatto questo pomeriggio nella seduta congiunta delle commissioni assembleari I – Bilancio, affari generali ed istituzionali – e II – Politiche economiche – a cui hanno partecipato la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, in videocollegamento, e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Fondi PNRR e territori

I 3,83 miliardi di euro assegnati al momento all’Emilia-Romagna interessano tutti i territori. Ma spesso i confini provinciali vengono scavalcati, visto che un totale di 232,8 milioni di euro è destinato a progetti interprovinciali e su scala regionale.

A questi si aggiungono i fondi per quelli nelle province: 140,5 milioni di euro destinati finora a quella di Piacenza; 223,7 milioni a quella di Parma; 267,85 milioni a quella di Reggio Emilia; 386,74 milioni a quella di Modena; 1,41 miliardi all’area metropolitana di Bologna; 390,7 milioni alla provincia di Ferrara; 389,1 milioni a quella di Ravenna; 182,8 milioni a quella di Forlì-Cesena; 202,7 milioni a quella di Rimini.