Plastic-tax, Marco Di Maio (Italia Viva): “Va eliminata, non promuove l’ecologia”

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(Sesto Potere) – Forlì – 5 dicembre 2019 – Dopo la bocciatura da parte dell’Alleanza delle cooperative e di Coldiretti della cosiddetta “tassa sulla plastica” , soprattutto per gli effetti che produrrà su centinaia di imprese con sede in Emilia-Romagna, interviene sull’argomento anche  il parlamentare romagnolo di Italia Viva, Marco Di Maio, che ha partecipato alla manifestazione indetta a Roma da operatori e i lavoratori delle imprese legata alla plastica e al settore alimentare che protestano contro plastic e sugar tax.

“E’ necessario promuovere una riconversione ecologica del nostro sistema produttivo – ha detto il parlamentare -, ma non lo si può fare con un approccio punitivo, con tasse che non condizionano le abitudini di consumo dei cittadini e, invece, rischiano di ridurre posti di lavoro e accrescere le spese per le famiglie. Serve un approccio premiale, che dia valori ai comportamenti virtuosi e incentivi le corrette abitudini”. 

“Queste due imposte sono già state notevolmente ridotte rispetto alle previsioni iniziali – fa notare il deputato, capogruppo della Commissione Affari costituzionali, che nei giorni scorsi ha incontrato numerose imprese romagnole che verrebbero colpite da queste due nuove imposte -, ma restano pesanti per le imprese del settore e per l’indotto; rischierebbero di esserne colpite migliaia di lavoratori della filiera agroalimentare (e non solo ovviamente), oltre che esserci la certezza di un aumento della spesa per le famiglie e i consumatori. Non è ciò che serve in questo momento”.

“Assieme ai colleghi di Italia Viva – aggiunge – stiamo lavorando in maniera leale e costruttiva con il Governo, nella convinzione che insieme al ministro Gualtieri e alla maggioranza si riuscirà a trovare una soluzione. Non possiamo dimenticare che questo Governo è nato proprio per evitare l’aumento della tassazione e infatti si eviterà l’incremento di 23 miliardi di tasse lasciato da Salvini che aveva previsto l’aumento Iva al 25,2% dal primo gennaio 2020. Con l’Iva, i telefonini, le auto aziendali, la cedolare secca e altri temi, ci siamo riusciti: ora il nostro impegno è impedire che le cittadine e i cittadini siano sottoposti a nuovi balzelli”.  

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