Plastic tax, Bevilacqua (Ugl): In Emilia-Romagna colpirà 230 aziende con 17.000 occupati

(Sesto Potere) – Bologna – 8 novembre 2019 – “La  tassa sulla plastica contenuta nella manovra finanziaria 2020 del governo Pd-M5S-Leu-Italia Viva  colpirà soprattutto, per non dire unicamente,  l’industria  degli imballaggi e della trasformazione degli idrocarburi per la produzione della plastica dell’Emilia-Romagna. Se ci riferiamo  soltanto al distretto  del packaging della nostra regione , questa tassa  si abbatterà su  230 aziende con oltre 17.000 occupati e un fatturato annuo di 5 miliardi di euro, pari al 63% del giro di affari nazionale del comparto. Per avere un’idea, soltanto a Piacenza si parla di un settore che conta circa 1.000 addetti per mezzo miliardo di euro di fatturato”: a lanciare l’allarme è Tullia Bevilacqua  segretario generale regionale Emilia-Romagna dell’ Ugl.

Secondo il sindacato confederale questo balzello colpirà indistintamente aziende , imprese virtuose e innovative nel settore green ed anche i consumatori.

 “Proprio così, perché la tassa sulla plastica colpirà tutto il settore, senza distinguere le ditte classiche che lavorano la plastica monouso da quelle che lavorano quella  riciclabile,  scaricando dunque  sulle  imprese un prevedibile aggravio di costi, con un depotenziamento delle politiche energetiche che mirano all’ efficienza del sistema di raccolta dei rifiuti. Come dire: una tassa che  produrrebbe soltanto una pesante ricaduta sui lavoratori del settore e nessun beneficio all’ambiente”: aggiunge Tullia Bevilacqua.

Inoltre , l’Ugl dell’Emilia – Romagna segnala che questa tassa si andrebbe a sommare  a quella che  le aziende pagano già sulla plastica con gli oneri relativi al  consorzio Conai per il riciclaggio degli imballaggi.

Secondo le stime di Confindustria Emilia la tassa sulla plastica  determinerebbe un incremento del 110% del costo della materia prima  senza che si distinguano le imprese che si dedicano al recupero e alla biodegradabilità dei

Tullia Bevilacqua

prodotti.

“Si tratta dunque di una tassa ingiusta e penalizzante per il mondo produttivo,  e per l’economia dell’Emilia-Romagna  in particolare,  perché facendo  raddoppiare il costo della materia prima produrrebbe  uno svantaggio sui concorrenti esteri. Con il rischio che si favorisca  la delocalizzazione dei ‘nostri’  stabilimenti e la perdita della forza lavoro.  Ma,  in ultimo,  sarà colpito anche il consumatore finale chiamato a pagarne il prezzo dei rincari, senza che sia risolto a monte  il problema dell’eliminazione della plastica da certi imballaggi”: insiste Tullia Bevilacqua.

Con queste considerazioni, l’ Ugl Emilia-Romagna chiede in prima istanza un intervento diretto ed unitario della giunta e dell’assemblea legislativa regionale affinché si convinca  il governo Pd-M5S-Leu-Italia Viva ad eliminare  la cosiddetta “plastic tax” dalla manovra economica – finanziaria 2020.

Resta implicito l’appello diretto dell’Ugl al governo di centrosinistra  a ritirare questa contestata misura .

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