(Sesto Potere) – Bologna – 1 ottobre 2022 – L’Assessore Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, comunica che dalla prossima settimana la pillola abortiva RU486 sarà disponibile anche nei consultori pubblici dell’Emilia-Romagna.

“Cominceremo – afferma l’assessore – da Parma, per poi estendere il servizio progressivamente nelle altre province della nostra Regione. Sino ad oggi la pillola era disponibile solo nei presidi ospedalieri, ma abbiamo fatto questa scelta, in linea con le raccomandazioni nazionali, per garantire alle donne un’ulteriore possibilità di effettuare, in sicurezza e con l’assistenza adeguata, l’interruzione volontaria di gravidanza: si tratta di un diritto che deve essere garantito, e rispetto al quale il nostro Servizio Sanitario deve operare al meglio”.

Raffaele Donini

Si inizia dunque a Parma, ai primi di ottobre, con la somministrazione della pillola RU486 anche nei consultori, e poi nelle settimane e nei mesi successivi anche a Modena e Carpi, in Romagna (per primi a Ravenna e Cattolica), Bologna e tutte le altre province.

“Nei consultori le donne troveranno personale competente e formato che darà loro ascolto, assistenza e tutela, senza mai lasciarle da sole durante questo percorso così intimo e complesso”: aggiunge Raffaele Donini.

E non mancano le polemiche.

Mario Adinolfi, fondatore del Popolo della Famiglia e direttore del quotidiano La Croce, in una lunga nota afferma: “Il terreno su cui vuole caratterizzarsi Stefano Bonaccini come nuovo leader del Pd è quello di rendere agevole abortire: nella “sua” Emilia Romagna RU486 nei consultori e Nipt gratuita significano selezione eugenetica, bambini down che non vedranno la luce, banalizzazione della soppressione dei nascituri… Poi si chiedono perché il Pd non vince mai le elezioni politiche… Il triennio che ci lasciamo alle spalle, tra pandemia e crisi geopolitiche, ha lasciato macerie simili da cui dobbiamo rialzarci ma tra il 2018 e il 2021 abbiamo fatto meno figli del solo anno 1946 e trecentomila ne abbiamo abortiti. Una pura follia e folle è chi, nelle attuali condizioni del Paese, vuole incentivare ulteriormente gli aborti anziché limitarli. Se la sinistra sceglie di caratterizzarsi su questi temi e il tema principale dei suoi nuovi aspiranti leader alla Stefano Bonaccini è come riuscire ad impedire più agevolmente la nascita dei bambini (l’analisi prenatale denominata Nipt è una bomba nucleare piazzata contro la natalità), chi si oppone alla sinistra deve cessare ogni forma di subalternità culturale e intellettuale spiegando che la legge sull’aborto è contraria all’interesse nazionale italiano e per questo va superata inserendo in Costituzione il diritto civile per eccellenza che è il diritto universale a nascere”.

Mario Adinolfi

E a stretto giro replica l’assessore Donini: “Mario Adinolfi sappia che noi resisteremo a ogni tentativo di negazione del diritto di autodeterminazione della donna e che non torneremo indietro in nessun modo da decisioni di politica sanitaria volte a garantire alle donne un’ulteriore possibilità di effettuare, in sicurezza e con l’assistenza adeguata, l’interruzione volontaria di gravidanza. Le sue battaglie retrograde qui non passeranno. L’idea di vedere nell’interruzione di gravidanza la causa della “regressione sociale ed economica” del nostro Paese è caricaturale e offensiva verso le donne e verso la scelta, sempre complessa e dolorosa, di esercitare un diritto che riguarda esclusivamente il loro corpo. Siamo in Emilia-Romagna e i diritti civili e il diritto alla salute non solo li teorizziamo, ma li pratichiamo, con umanità e laicità sostenendo fortemente il nostro sistema sanitario pubblico e universalistico”.