Piazza da Montefeltro, Zelli: “si salvi il pero del vescovo”

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(Sesto Potere) – Forlì – 8 ottobre 2020 – Lunedì 28 settembre 2020 hanno preso il via i lavori di realizzazione del “Giardino dei Musei”, che sostituirà il parcheggio scoperto a raso di piazza Guido da Montefeltro.

Il progetto prevede la demolizione della pavimentazione e delle strutture in cemento armato del parcheggio scoperto e la conversione in giardino urbano. Si realizzeranno: uno spazio verde con zone a prato, la piantumazione di nuove alberature, un percorso ciclo-pedonale di collegamento fra via Theodoli e via Andrelini, percorsi pedonali di collegamento con la barcaccia ed il complesso museale e la predisposizione di un sistema per la videosorveglianza del nuovo Giardino.

Gabriele Zelli, per molti anni amministratore locale e funzionario nel mondo della cooperazione con Legacoop, operatore culturale ed efficace divulgatore, interviene e lancia un appello che potremmo sintetizzare così: “si salvi il pero del “vescovo”. 

“Il parcheggio di piazza Guido da Montefeltro: una struttura che non è mai entrata nelle simpatie dei forlivesi, e che anzi, è stata aspramente criticata  per la scelta progettuale e perché si presenta come una vera e propria colata di cemento. In tale contesto ha destato meraviglia prima la nascita spontanea di una pianta di pero, sul fronte di via Theodoli, fra il Palazzo del Vescovado e l’ex sede dell’Enel, e poi il fatto che nel corso del tempo è cresciuta ed è stata in grado di produrre frutti anche in maniera cospicua. Avendo dimostrato tanta pervicacia nel crescere e prosperare in una situazione “ostile” l’albero meriterebbe di essere salvato e di trovare spazio nel nuovo giardino-parco che sarà realizzato al posto del parcheggio”: è la richiesta di Zelli.

Gabriele Zelli

“Per la vicinanza a Palazzo Marchesi, dal 1790 sede della locale Diocesi, e per la vicinanza all’area dov’è collocata una statua di Padre Pio – ricorda Zelli – , l’albero è indicato e chiamato da molti forlivesi “il pero del vescovo”.

“È anche per questo “abbinamento” con l’autorità religiosa che andrebbe presa in considerazione la proposta di ripiantarlo tenendo conto anche che nella simbologia cristiana il pero appare spesso in connessione con l’amore di Cristo per l’umanità. È inoltre storicamente indicato come simbolo di giustizia, longevità, purezza, saggezza e buona amministrazione. E di tutto ciò abbiamo un estremo bisogno sempre ma in particolare in questi mesi difficili. Per cui si salvi il pero del vescovo“: conclude Gabriele Zelli