(Sesto Potere) – Forlì – 30 novembre 2022 – Lunedì il Consiglio comunale di Forlì ha approvato il Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paesc) 2020-30, uno strumento di grande importanza per raggiungere obiettivi di risparmio energetico e contenimento delle emissioni.

“Su questo terreno, Forlì d’altra parte ha dietro le spalle una storia virtuosa che poggia sull’approvazione, già nel 2011, del primo Piano d’azione per l’energia sostenibile e sull’adesione, nel 2019, al Patto dei sindaci per il clima.  Ma, purtroppo, il documento presentato lunedì scorso dalla Giunta Zattini appare ampiamente al di sotto delle pressanti necessità che l’odierna emergenza climatica ed energetica richiederebbero.  Sulla carta, infatti, il Paesc fissa l’obiettivo ambizioso di una riduzione delle emissioni nella misura del 40-55% entro il 2030, e un elenco di azioni da adottare. Nei fatti, il documento rimane estremamente vago e persino carente di dati elementari per dare coerenza agli interventi (uno fra tutti: manca il dato relativo alle superfici degli edifici e tetti comunali su cui si vuole installare i pannelli fotovoltaici)”: a scriverlo in una nota è il gruppo consiliare Forlì e Co.   

“Il Paesc è poi del tutto lacunoso per quanto riguarda la copertura economica delle azioni individuate: non vi è alcun riferimento alle possibili fonti di finanziamento degli interventi a carico del Comune, e persino azioni (installazione di pannelli, promozione di comunità energetiche, efficientamento degli edifici, ecc.) la cui realizzazione richiederebbe decine di milioni di investimenti da qui al 2030 sono presentate senza alcuna riflessione sulla loro fattibilità tecnico-finanziaria”: aggiunge il gruppo consiliare Forlì e Co.   

Su questo tema i consiglieri hanno chiesto “impegni certi, fin dal prossimo bilancio comunale, per rendere i contenuti del Paesc e la lotta al cambiamento climatico una priorità reale dell’amministrazione” comunale.

In particolare, abbiamo chiesto alla Giunta un piano pluriennale di finanziamento degli investimenti necessari per realizzare le azioni previste dal Paesc. Purtroppo le risposte vaghe che abbiamo ricevuto e l’assenza di impegni concreti minano alla radice la credibilità e la fattibilità tecnico-finanziaria dell’intero documento. Ma, ugualmente è caduta nel vuoto la proposta, che abbiamo formulato anche alla luce della vicenda degli scorsi giorni sulle docce fredde negli impianti sportivi, di rivedere il piano degli interventi sugli edifici pubblici, dando priorità alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico di tutti gli immobili di proprietà del comune (oltre alle scuole, anche palestre, impianti sportivi, biblioteche, teatri, ecc.)”: continua la nota del gruppo consiliare Forlì e Co.     .

“Riteniamo infine che sia molto debole il metodo con cui si è arrivati alla definizione del piano. Per raggiungere gli obiettivi fissati dal Paesc è necessaria una capillare azione di coinvolgimento dei cittadini e la compartecipazione dei portatori di interesse. Come si può pensare che un paio di incontri (fatti ormai anni fa) siano sufficienti per mobilitare l’enorme quantità di risorse umane, economiche e materiali della nostra comunità che sono necessarie per conseguire l’indifferibile obiettivo di una città virtuosa e all’avanguardia sul fronte energetico e climatico?”: è la domanda finale posta dal gruppo consiliare Forlì e Co.