Piacenza, al via crowdfunding per il restauro della villa-museo di Giuseppe Verdi

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(Sesto Potere) – Piacenza, 11 settembre 2020 – E partita negli scorsi giorni, su www.innamoratidellacultura.it, la campagna di raccolta per salvare il Museo di Villa Verdi, la dimora a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC) dove il grande compositore visse per 50 anni e che ora rischia di chiudere per mancanza di fondi, utili a finanziare urgenti lavori di restauro (vedi foto qui nella pagina dell’attuale stato d’uso) e sostenere lo staff.

A prendersi cura di questo gioiello sono gli eredi del Maestro, che grazie ad i soli apporti personali sono riusciti a mantenerne inalterato l’antico splendore: http://www.villaverdi.info/.

La recente epidemia di Covid-19 che si è aggiunta alla totale assenza di contributi statali potrebbe causare  chiusura totale al pubblico di Villa Verdi per un tempo che speriamo non sia per sempre.

Per questo si è pensato di procedere alla raccolta fondi, per salvare il Museo del famoso compositore e  procedere al restauro della Villa con un percorso di diversi interventi a step sia all’interno che all’esterno , dando la precedenza alle urgenze per poi passare agli altri interventi previsti un pezzo alla volta.

Villa Verdi si trova a Sant’Agata, una frazione di Villanova sull’Arda (PC). Il compositore la acquistò nel 1848 abitandovi a partire dal 1851 e rendendola progressivamente sempre più sua. Fu Verdi che eseguì di proprio pugno gli schizzi del progetto di ampliamento e dette indicazioni dettagliate per la scelta dei materiali da utilizzare fino a farla diventare come egli volle e come oggi noi la vediamo. In questo luogo il più celebre compositore italiano visse e scrisse la sua musica, godendo di un isolamento necessario al suo genio creativo ed al suo carattere, schivo e riservato.

Il crowdfunding culturale in Italia è sempre più una realtà. Nell’ambito di una crescita generale e sistemica del fenomeno, che ha fatto registrare un +59% nel 2019, la “raccolta dal basso” nell’ambito dei beni culturali e artistici macina numeri importanti.

Il 70% degli imprenditori italiani valuta positivamente il sostegno a progetti ed eventi culturali: il 51% considera strategico l’investimento in cultura nel lungo periodo e dunque lo integra nelle proprie strategie di marketing; il 36% delle imprese ha ripreso gli investimenti in cultura negli ultimi tre anni. Occorre sdoganare al più presto il cortocircuito mentale e sistemico secondo cui “con la cultura non si mangia”.

Pensando soprattutto ad un Paese come l’Italia che detiene il numero più elevato di giacimenti culturali del Pianeta.

“Il crowdfunding mi piace perché è un’attività socialmente utile”, afferma Emanuela Negro FerreroCEO di Crowd Team, startup innovativa a vocazione sociale specializzata in servizi e prodotti in ambito blockchain e crowdfunding per la cultura, editrice di www.innamoratidellacultura.it, primo portale italiano per il crowdfunding culturale

“In questo senso considero che lo strumento oggi è pronto. E’ dimostrato che funziona e che piace alle persone. Affinché però entri a far parte del comportamento abituale è necessario far fiorire a livello collettivo la conoscenza. Una buona idea non basta. Quello che serve ora è aiutare le persone ad aumentare le proprie competenze. Servono capacità personali, relazionali, comunicative e digitali”, conclude Emanuela Negro Ferrero.

Per sostenere il Museo di Villa Verdi rimandiamo al link della campagna di crowdfunding per Villa Verdi: https://bit.ly/3lMpz6Q

Innamoratidellacultura.it è una piattaforma di crowdfunding dedicata all’arte e alla cultura italiana. Il progetto è ideato e gestito da Crowd Team, startup fintech a vocazione sociale con sede a Milano e Matera. Il team è composto da persone con esperienza ventennale in ambito strategico, nel marketing e nella comunicazione, per il largo consumo e la cultura.

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