Pensione di cittadinanza M5S: bluff per maggioranza anziani

(Sesto Potere) – Roma – 19 aprile 2019 – Un’analisi specifica effettuata dalla UIL evidenzia come l´attuale meccanismo della Pensione di Cittadinanza ipotizzato dal governo M5S/Lega determini l´esclusione dal beneficio per la maggioranza della platea dei pensionati. Infatti, sempre secondo il sindacato: i percettori di pensione minima o di assegno sociale, privi di altri redditi, verranno esclusi poiché il reddito annuale, integrato con le maggiorazioni sociali, risulta ad oggi superiore al limite imposto per l’accesso alla Pensione di Cittadinanza. Come, ad esempio, nel caso del pensionato single che riceverebbe il beneficio solamente se è in affitto, beneficio, comunque, non superiore ai 76 euro mensili.

Peraltro, evidenzia la UIL ,  a parità di importo, la Pensione di Cittadinanza, priva di una curva di salvaguardia, fa sì che un pensionato che percepisca un assegno frutto di anni di contribuzione disponga, al netto delle tasse di un reddito inferiore del 6% rispetto ad un pensionato che beneficia della Pensione di Cittadinanza.

Una chiara distorsione del sistema previdenziale dovuta a un meccanismo che penalizza chi ha versato di più, un implicito incentivo all’evasione contributiva o a fenomeni di imprevidenza.

Per la UIL è necessario correggere queste storture dando più reddito a tutti con una decisa riduzione della pressione fiscale e aumentando le detrazioni specifiche.  Al contempo, sempre secondo il sindacato: bisogna ampliare la platea dei beneficiari della quattordicesima sulla pensione e aumentarne l’importo, una misura che valorizza la contribuzione versata dal pensionato e che consente di dare maggiore liquidità a milioni di pensionati.

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