Patto per il Lavoro e per il Clima, anche l’Ugl firma il nuovo ‘progetto per l’Emilia-Romagna’

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(Sesto Potere) – Bologna – 15 dicembre 2020 – C’è anche la firma dell’Ugl, per mano della segretaria regionale Tullia Bevilacqua, come nella prima stesura 5 anni fa, nell’estate del 2015, nel rinnovato Patto per il lavoro ed il clima della Regione Emilia-Romagna. Una condivisione di idee, intenti e percorso operativo che proietta enti locali, organizzazioni professionali, datoriali e sindacati verso le nuove sfide ambientali, sociali e produttive del nuovo millennio, in un’ottica che privilegi l’interesse generale ed anteponga la coesione tra le parti alle convenienze particolari o individuali.

 “Abbiamo apprezzato il percorso inclusivo e partecipativo voluto dal governatore Bonaccini – come Ugl abbiamo fornito il nostro apporto al documento finale attraverso una serie di valutazioni e proposte. Abbiamo rinnovato anche in questa sede quella che per l’Ugl è la più importante novità nel mondo della produzione, ovvero la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Un’idea contenuta non solo in un disegno di legge depositato alla Camera ma anche nella nostra Costituzione”: afferma Tullia Bevilacqua.

“Abbiamo condiviso l’approccio multidisciplinare del nuovo Patto per il Lavoro e l’attenzione alla centralità delle tematiche climatiche e ambientali, proponendone uno stretto abbinamento con il tema delle risorse naturali, della loro tutela, della garanzia ai cittadini della sicurezza e della qualità del territorio. E’ necessario un deciso cambio di passo nell’uso delle risorse naturali e nella consapevolezza della loro non riproducibilità. Gli effetti negativi dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con sempre maggiore frequenza determinano la tenuta del territorio, la disponibilità e qualità delle risorse idriche, la qualità dell’aria, la salvaguardia della biodiversità, la difesa del paesaggio, la lotta allo spopolamento della montagna. Per l’Ugl è necessario riconoscerne il loro ruolo utile anche come fattore produttivo, economico (si pensi all’industria agricola, del turismo o dei beni culturali) e di servizio utile al benessere collettivo che necessitano di comuni strategie e di interazioni con le regioni limitrofe”: afferma ancora Tullia Bevilacqua.

In tempi di Covid l’Ugl Emilia Romagna ha fornito una sua valutazione sulla questione sanità: “La gestione della sanità pubblica, i cui ultimi accadimenti dimostrano insostituibile, deve essere ripensata in funzione di una maggiore capillarità e vicinanza al territorio e ponendo al centro le competenze e i contributi professionali del personale medico ed infermieristico, che deve essere sommamente valorizzato, in luogo delle dinamiche economico-manageriali”: afferma Tullia Bevilacqua.

Il sindacato ha posto l’accento sulla questione della trasformazione del mondo della scuola: “E’ strategico intervenire sul mondo della scuola che rappresenta la fucina della futura classe dirigente, delle imprese e dei lavoratori di domani. E’ opportuno rivedere la didattica che ad oggi, a parer nostro, difetta di approfondimenti inerenti la sicurezza sul lavoro e la conoscenza delle dinamiche che regolano i rapporti di lavoro. E’ deprimente constatare, nella quotidianità, l’assoluto vuoto di conoscenza su alcune tematiche nelle nuove generazioni ed il conseguente pericolo di elusione anche delle norme più semplici soprattutto in fase di ingresso nel mondo del lavoro. Quanto alla didattica a distanza è acclarata che la necessità di lavorare da remoto, determinata dall’emergenza Covid-19, rappresenti un’opportunità dal momento che riduce la mobilità e quindi la diminuzione delle emissioni. E’ un processo che va sostenuto ed incentivato ma deve essere accompagnato dallo sviluppo della infrastruttura necessaria, quella soprattutto legata alla rete internet e si deve basare sulla reale volontarietà delle lavoratrici e lavoratori perché spesso la scelta è “spintanea” da parte dei datori di lavoro con il rischio di aumentare le violenze domestiche come purtroppo abbiamo registrato”: afferma Tullia Bevilacqua.

L’Ugl ha sottolineato l’importanza di mettere al centro delle politiche regionali il lavoro e le sue nuove declinazioni: I dati restituitici dall’emergenza Covid mostrano a chiare lettere che, nel dramma generale, è acuta la difficoltà di tutto il mondo precario del lavoro (contratti a termine, atipici, parasubordinati) e nell’ambito dei settori dell’ampio comparto dei servizi (turismo, commercio e servizi alla persona). E’ evidente – afferma Tullia Bevilacqua – che questi aspetti dovranno avere primaria attenzione come la lotta alla burocrazia che rallenta imprese e lavoratori. Il processo di digitalizzazione e semplificazione dell’apparato burocratico è ancora essenziale. Notiamo che negli ultimi anni ai buoni propositi raramente ha fatto seguito la concreta attuazione e addirittura, spesso, la semplificazione ha complicato ulteriormente oneri ed obblighi: si pensi soltanto alla fatturazione elettronica”.

Particolare accento è stato posto al tema della globalizzazione, del costo del lavoro e della concorrenza sleale internazionale: “La globalizzazione non può essere un dogma ed il suo contrario non è l’isolazionismo. Del resto non si possono considerare raggiungibili una serie di obiettivi quali, per esempio, la tutela dell’ambiente ed il perseguimento della giustizia sociale in ambito lavorativo, se in un contesto globale non valgono le stesse regole e pertanto il mondo produttivo della nostra Regione deve fare i conti con beni e sevizi prodotti in assenza delle medesime preoccupazioni. I costi inferiori recano pregiudizio di competitività per le nostre imprese. La soluzione, a nostro avviso, è un recupero dei rapporti di reciprocità in ambito internazionale”: nota Tullia Bevilacqua, riferendosi al ruolo che dovrebbe giocare il governo su scala planetaria, a difesa dell’economia e degli interessi nazionali.

Su scala locale, in Emilia-Romagna, l’Ugl ha sottolineato l’importanza delle battaglie storiche sindacali: lotta al lavoro nero e grigio, lotta al caporalato, alle false cooperative, allo sfruttamento di manodopera irregolare: “Rimane centrale il massimo impegno per le politiche a sostegno del Lavoro. Esso è centrale per la realizzazione della persona, per la coesione sociale, per un’ economia partecipata e non speculativa e pertanto predatoria dei territori su cui insiste”.

Il nuovo Patto per il Lavoro e il clima dell’Emilia-Romagna impegna i sottoscrittori (forze economiche, sociali, associazioni d’impresa, professioni, enti locali, organizzazioni sindacali e di categoria) ad una visione d’insieme condivisa ed un percorso di impegni concordato con un reciproco riconoscimento del ruolo di ciascuno dei soggetti firmatari. “Una prescrizione che vorremmo fosse assolta da tutti, anche da quegli amministratori, pochi, per fortuna, che non sempre hanno voluto dialogare con l’Ugl”: conclude la segretaria regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua, con chiaro riferimento al caso del sindaco di Cesena, Lattuca, che ha escluso motu proprio l’Ugl dal Patto comunale del lavoro.