Patto per il lavoro di Cesena senza Ugl, CasaPound: “Da Lattuca comportamento arrogante”

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antonio barzanti

(Sesto Potere) – Cesena, 6 agosto 2020 – “Ha sempre ripetuto che: “prima vengono le persone”, ma alla prova dei fatti, escludendo il sindacato Ugl dalla firma per il Patto comunale del Lavoro, il sindaco di Cesena, Lattuca, ha dimostrato che la sua ideologia politica è primaria”: lo dichiara in una nota Antonio Barzanti, esponente locale di CasaPound, “provando quindi che non è il sindaco inclusivo di quella città che diceva di volere: “unita, aperta e solidale”.

antonio barzanti

“Anche noi, come tanti cesenati, siamo rimasti sorpresi da questo comportamento irrispettoso ed arrogante. Ugl è un sindacato nazionale con centinaia di migliaia di iscritti. A Cesena, e nel circondario, è una realtà radicata da diversi anni, con una sede e migliaia di iscritti. Ha partecipato, insieme alle altre realtà sindacali, ad un anno di incontri per la preparazione del Patto comunale per il lavoro – spiega Barzanti – portando idee e proposte nel corso di tutto questo tempo. Sin dal primo incontro con l’amministrazione locale l’Ugl ha espresso parere favorevole all’iniziativa, affinché “si delineassero, insieme a tutti gli attori sociali ed economici locali, le politiche e le azioni da mettere in campo a Cesena sul versante lavorativo dei prossimi anni”, dimostrando uno spirito collaborativo e costruttivo completamente trasversale. I rappresentanti Ugl – rimarca l’esponente di CasaPound – si sono mossi con spirito privo di pregiudizi ideologici, esprimendo apprezzamento per l’idea ed il metodo adottato dall’amministrazione comunale”.

barzanti con sindacalisti Ugl

“I quotidiani locali – ricorda Barzanti – l’estate scorsa scrivevano delle impressioni dei sindacalisti Ugl sull’operato dell’amministrazione nel corso dell’iter per la stesura del Patto del lavoro . Le parole erano queste: ‘prassi inclusiva’ e certezza del ruolo di garante del sindaco Lattuca perché ‘uomo d’onore’. Nessuno può dire che Ugl non desse meriti alla giunta comunale. Ma al termine di quel lungo percorso condiviso e partecipato, dopo essere stati ‘usati’, all’ultimo minuto i rappresentanti della Ugl sono stati  discriminati ed esclusi dalla firma del Patto del lavoro”.

“Parafrasando le dichiarazioni di Lattuca, durante le scorse amministrative quando era candidato per la carica che oggi ricopre, circa le azioni di chi “strumentalizzerebbe i simboli religiosi piegandoli a bandiera politica” – conclude Barzanti – troviamo offensivo che il lavoro sia stato piegato alla bandiera politica del  sindaco di Cesena che, invece di appellarsi ad ‘insindacabili diritti’, dovrebbe pensare al suo dovere di: rappresentare tutti”.

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