Pasqua 2020, un danno da 59 milioni per le pasticcerie in Emilia-Romagna

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(Sesto Potere) – Bologna – 8 aprile 2020 – Secondo un’interpretazione governativa del Dpcm 11 marzo 2020 in materia di contenimento dell’emergenza Covid-19 le imprese artigiane di pasticceria, obbligate alla chiusura, non possono vendere i loro prodotti nemmeno attraverso la modalità di asporto che è consentita invece ad altre attività. 

«Siamo di fronte a un’interpretazione non corretta dei provvedimenti che ingiustamente complice una categoria della filiera alimentare, una discriminazione iniqua che colpisce duemila imprese e 6.000 addetti in occasione di un momento di grande rilievo quale le festività pasquali”. Così Marco Granelli, presidente regionale di Confartigianato commenta i dati dell’Osservatorio di Confartigianato Emilia-Romagna sulla ricaduta del lockdown nel settore delle pasticcerie artigianali, forzatamente chiuse.

È colpita dal lockdown la vendita diretta della pasticceria artigianale – a vantaggio dei prodotti venduti attraverso il canale della distribuzione commerciale – coinvolgendo quasi 2 mila imprese di pasticceria e gelateria nelle quali lavorano 6 mila addetti, un settore caratterizzato da un’elevata vocazione artigianale, con tre imprese su quattro artigiane (73,1%). 

L’incrocio dei dati strutturali di fatturato per addetto del settore, dell’occupazione del settore e della distribuzione delle vendite mensili rilevata dalle imprese del sistema Confartigianato, consente di stimare in 49 milioni di euro la perdita di fatturato nel mese di aprile, concentrato nelle mancate vendite dei dolci legati alla ricorrenza di Pasqua. Ai mancati ricavi si aggiunge la perdita, valutabile in 10 milioni di euro, determinata dal deperimento di parte delle materie prime acquistate prima del lockdown in previsione della produzione per il periodo pasquale e dal parziale utilizzo legato all’imprevista chiusura resa necessaria per limitare i contagi da Covid-19. Con la somma dei due effetti si scarica sulle 2 mila imprese della pasticceria emiliano-romagnola un danno economico di 59 milioni di euro.

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