Partigiani e Covid19, frasi shock di consigliere comunale Leghista, reazioni politiche

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(Sesto Potere) – Forlì – 23 aprile 2020 – Pubblicato e successivamente cancellato un post dove si incoraggiano anziani partigiani ed altri esponenti Anpi a radunarsi “spalla a spalla” per celebrare con i propri “compagni” il 25 aprile, anche a rischio che si ammalino (a causa del contagio, ndr). Autore di questa esternazione sarebbe il consigliere comunale della Lega di Forlì, e militare di carriera, Francesco Lasaponara.

il post di La Saponara

Una sortita (vedi l’immagine a lato, ndr) che non è sfuggita nel mondo dei social e che ha già innescato sdegnate reazioni politiche.

Daniele Valbonesi, segretario territoriale del PD Forlivese (il partito fornisce anche la foto del post rimosso, ndr) accusa l’esponente del Carroccio: “Cinicamente, incoraggia partigiani e ed esponenti Anpi a radunarsi “spalla a spalla” per celebrare il 25 aprile, così da favorire il contagio. “Meglio se vecchi”, dice vigliaccamente. Per poi condire la sua dichiarazione con parole ingiuriose e volgari, come la storpiatura del nome “partigiano” associata al retto (vedi sopra Ndr). E chiosando il tutto con una frase oscena: “partigiano prendilo in mano”. Uno schifo. Davvero un’oscena bassezza, oltre che cinica”.

“Ma la Lega è allora questa? Sono questi gli individui con cui Salvini intenderebbe governare il Paese? Questi rozzi e grotteschi personaggi da quattro soldi che fanno politica con lo slogan “partigiano prendilo in mano”? Rimaniamo basiti e schifati. E anche arrabbiati. Chiediamo quindi che il sindaco di Forlì prenda provvedimenti e che la Lega cacci a pedate questo essere. O dovremmo trarre la conclusione che il partito di Matteo Salvini è orgoglioso di gente come Francesco Lasaponara“: si chiede Daniele Valbonesi.

daniele vabonesi

E il “Movimento delle sardine“, sempre in prima linea nell’antagimismo alla Lega commenta: “È apparsa notizia sui social e rimbalza ora sul web, di inopportune ed aberranti affermazioni sulla ricorrenza del 25 Aprile, pronunciate da un consigliere comunale del partito Lega Nord di Forlì. Costui avrebbe scritto sui suoi profili social, salvo poi cancellare il misfatto, che tutti i partigiani dovrebbero riunirsi per, in soldoni, beccarsi un mega contagio da Covid-19. Il coordinamento 6000 sardine Forlì ritiene, se tali affermazioni fossero vere, e chi dovrà verificare lo farà, che questi personaggi, siano più pericolosi del virus stesso: noncuranti delle misure di sicurezza nazionale, mirano ad una delle fasce più deboli a rischio contagio da Covid-19, chiedendo loro di riunirsi e celebrare il 25 Aprile, al solo scopo di augurarne una triste fine”.

“Quelle parole, se pronunciate, sporcano ancora una volta la nostra democrazia e denigrano fortemente chi ha lottato per ottenerla. Chiediamo pertanto anche al Sig. Sindaco di Forlì di verificare se queste incommentabili parole siano state proferite dal consigliere e nel caso, di dissociarsene immediatamente”: conclude il Coordinamento 6000 Sardine Forlì con una nota di sarcasmo: “Per fortuna ci sono ancora i leoni (quelli citati nel post incriminato, ndr) veri, quelli che vigilano sui miserabili leoni da tastiera”.

francesco laforgia

E Mattia Rossi, già portavoce della lista l’Alternativa per Forlì, e poi coordinatore per il territorio forlivese del movimento politico “èViva”, che a livello nazionale ha come portavoce il senatore Francesco Laforgia e che nasce dall’esperienza dei comitati di Liberi e Uguali, si augura “che il Comune di Forlì prenda le distanze da questa vergogna”.

Lo stesso Francesco Laforgia comunica di aver presentato un’ interrogazione alla Ministra dell’Interno sulla “notizia sconcertante” del consigliere comunale della Lega di Forlì, bollando come “aberrante” il post contro la festa della Liberazione. In particolare, il portavoce di “èViva” considera “insopportabili” gli insulti nei confronti dei partigiani, definiti “cani”, e invitati i più anziani ancora in vita a “scendere in piazza a contrarre il virus”.
“Il post è stato rimosso quando ormai era troppo tardi. In queste ore assistiamo ad un crescendo di dichiarazioni denigratorie nei confronti della Resistenza da parte di esponenti della destra, a pochi giorni dal 25 aprile. Non assisteremo in silenzio. Pretendiamo da chi sta nelle Istituzioni il rispetto della storia e della Costituzione di questo Paese”: conclude Laforgia.

morgagni e calderoni

E Francesco Lasaponara, raggiunto da SestoPotere, commenta per ora la questione con un  laconico: “No comment”.

AGGIORNAMENTI:

Il Gruppo consiliare di Forlì e Co. annuncia: “Sarà nostra premura attivarci perché la questione venga discussa con urgenza al prossimo Consiglio comunale, affinché tutte le forze politiche chiariscano in maniera nitida qual’è la loro posizione: se dalla parte della Resistenza e della Repubblica oppure nel campo delle nostalgie di regimi condannati dalla storia”.

“Dopo le esitazioni e i tentennamenti mostrati durante la discussione per la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, ancora una volta la maggioranza di destra alla guida del Comune mostra come fra i suoi esponenti vi siano posizioni intollerabili e revisioniste su vicende rispetto alle quali invece il giudizio dovrebbe essere netto e condiviso.
Visto il ripetersi di vicende di questo genere, il Sindaco e la Giunta non possono più trincerarsi dietro un colpevole silenzio, ma devono chiarire finalmente la loro posizione. Se l’Amministrazione si riconosce nei valori costituzionali e democratici dell’antifascismo deve esprimere una netta e severa condanna di dichiarazioni che sviliscono il ruolo della Resistenza e offendono le nostre tradizioni civiche Altrimenti sarà evidente che, al netto delle pose e delle dichiarazioni per i giornali, la maggioranza si pone contro la storia della nostra città e contro il sentire di tutti i cittadini democratici”: commenta il Gruppo consiliare di Forlì e Co. per voce del consigliere comunale Federico Morgagni (nella foto con l’ex candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Calderoni).

Marco di Maio

Anche il deputato di Italia Viva, Marco di Maio, stigmatizza l’uscita del consigliere leghista: “Queste sono le parole con cui un consigliere comunale della Lega a Forlì, esponente della maggioranza che sostiene l’Amministrazione del sindaco Zattini (che immagino vorrà dissociarsi…), “celebra” il 25 aprile. Il consigliere sostanzialmente augura la morte ai partigiani, agli anziani iscritti all’Anpi invitandoli a riunirsi per ammalarsi di Covid. Poi definisce “cani” coloro che sconfissero quelli che lui chiama “leoni” all’epoca della Liberazione: “cani” i partigiani, “leoni” i nazifascisti che occupavano e vessavano la nostra popolazione.

Una vergogna assoluta. Parole ancor più gravi se scritte (anche se poi rimosse) da un dipendente del Ministero della Difesa, un militare che avrebbe il dovere di conoscere e rispettare la nostra storia: persino quella che a lui non piace. Le sue parole offendono la memoria collettiva; e offendono i nostri militari che ogni giorno, in Italia e nel mondo, tengono alti i valori costituzionali e la difesa delle libertà di cui oggi, grazie ai “cani” che sconfissero i “leoni”, oggi godiamo. Libertà che gli permettono di scrivere queste indecenze e di fare il consigliere comunale; ma mi auguro che il suo partito e il ministero di cui è dipendente vogliano non solo prendere le distanze, ma assumere provvedimenti. Anzi ne sono sicuro, vero?”: domanda retoricamente Di Maio.

i consiglieri del Pd

E il Gruppo consiliare del Partito Democratico di Forlì con una nota unitaria commenta: “Chi rende dichiarazioni infamanti, suggerendo con tono ironico di formare assembramenti per celebrare il 25 aprile in modo da  contrarre il Covid-19, non può far parte di alcuna istituzione e comunità democratica. Il Sindaco Zattini dovrà chiarire quale sia la sua posizione – proseguono i consiglieri Pd – perché farsi sostenere in Consiglio comunale da chi rende tali dichiarazioni sarebbe equivalente a condividerle; allo stesso modo chiediamo alla Lega se condividono le affermazioni del suo esponente o se prenderanno gli opportuni provvedimenti. La Città di Forlì, medaglia d’argento al valor militare per l’attività partigiana, non può tollerare alcuna forma di dissacrazione dei suoi caduti militari e dei martiri civili che ci hanno restituito libertà e giustizia”: concludono i Dem.

 

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