(Sesto Potere) – Parma – 11 aprile 2022 – Da un lato i rappresentanti di 34 gestioni forestali (usi civici, proprietà collettive, consorzi e qualche azienda privata) di Toscana (Lunigiana e Garfagnana) ed Emilia (Parma, Reggio e Modena), in rete col Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano, dall’altro lato le imprese, molto spesso comprese nel territorio della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano, ma anche al di fuori di questo.

Nasce in Italia una grande area di foreste per la certificazione della gestione sostenibile e responsabile delle foreste e per la compravendita di Crediti di sostenibilità. È accaduto nel Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano venerdì 8 aprile, al Passo del Cerreto, esattamente sulla linea di confine tra Toscana ed Emilia-Romagna.

“Si mette insieme un grande polmone verde a disposizione delle imprese Italiane che vogliono investire in sostenibilità – commenta Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale e coordinatore della Riserva di Biosfera -. Ben 34 rappresentanze di frazioni, borghi e piccole comunità del nostro crinale, hanno sottoscritto un patto col Parco. Una cosa straordinaria. Ci sarà pianificazione e certificazione di gestione sostenibile e responsabile dei boschi”.

“Attraverso questo accordo – spiega Giuseppe Vignali, direttore del Parco – i gestori forestali mettono a disposizione servizi ecosistemici (ad esempio maggiore accumulo di carbonio, ma anche altro) che potranno essere acquistati da imprese virtuose impegnate a migliorare le loro performances produttive e a raggiungere la neutralità carbonica. È un progetto molto interessante perché remunera finalmente le proprietà forestali collettive che si trovano in alto Appennino, perché quei boschi forniscono beni e servizi indispensabili alla nostra vita. Inoltre apre le porte a un nuovo modo di conservazione della natura attivando impegno e risorse delle imprese private”.

“Tutti i sistemi naturali erogano servizi a beneficio dell’uomo – spiega Willy Reggioni, del Parco nazionale – e quelli delle foreste sono tanti e tutti molto importanti: dalla produzione di legna ai prodotti del sottobosco, dalla regimazione delle acque alla stabilità dei versanti, dalla conservazione della biodiversità al paesaggio e, naturalmente, dal sequestro dell’anidride carbonica dall’atmosfera allo stoccaggio del carbonio organico nel legno e nel suolo e molto altro ancora. Con la Piattaforma per la compravendita dei Crediti di sostenibilità che abbiamo lanciato sul web e di cui il Parco nazionale dell’Appennino è garante, le imprese possono acquistare crediti e sostenere la gestione forestale sostenibile e responsabile delle foreste del Parco nazionale e nel contempo compensare parte delle emissioni dei loro cicli produttivi”.

Sono 28.000 gli ettari di superfice boscata interessata al protocollo di intesa firmato al Cerreto; 8000 partiranno già quest’anno e altri 17.000 potranno iniziare con la certificazione nel 2023.

Sul sito creditidisostenibilita.it è già possibile da marzo 2022 prenotare i primi crediti di sostenibilità: hanno già prenotato crediti imprese di vario genere, ma anche studi di professionisti che intendono accreditare la loro attività in una ottica di sostenibilità. Da Novembre 2022 saranno venduti i primi crediti di sostenibilità provenienti dalla Riserva di biosfera. Sono pronti, è un fatto reale e concreto.
Recentemente il valore medio internazionale dei crediti di sostenibilità è ulteriormente aumentato nonostante la difficilissima situazione mondiale mettendo in rilievo la tendenza a riconoscere il valore dei capitali naturali.

Appennino Tosco Emiliano

“Siamo uno dei consorzi forestali più antichi della regione – spiega Virginio Ghirardini, presidente del Consorzio di Miglioramento Alta Val Parma – questa iniziativa è un riconoscimento dei servizi ecosistemici che il bosco offre”.

“Mettiamo a disposizione 300 ettari nel crinale di Ventasso – gli fa eco Alessandro Zampolini, presidente del Consorzio Beni Civici frazionali di Cerreto Alpi – questa iniziativa è importante per preservare i diversi aspetti forestali che ora trovano un riconoscimento economico”.

“Questa è una novità importantissima. Con questo accordo diamo una risposta a un patrimonio forestale unico, con un riconoscimento che aiuta anche a controbattere lo spopolamento” afferma Elio Ivo Sassi, presidente del Consorzio volontario forestale Prampa Val Luccola.
“900 gli ettari che sono parte del nostro uso civico: siamo in grado di vendere ora i crediti che generiamo – conclude Battista Reali, presidente Asbuc di Giucugnano – ringraziamo il Parco nazionale per questa iniziativa perché è reale e mira al futuro”.