Paolini porta l’Ulisse all’Istituto Aeronautico di Forlì

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(Sesto Potere) – Forlì 10 febbraio 2020 – ficile definire la natura dell’intervento di Marco Paolini nella mattinata di lunedì 10 febbraio presso l’ITAER “Baracca” di Forlì: non un monologo, non un dramma, non una lezione, è stata piuttosto una conversazione con i ragazzi che hanno partecipato attivamente con numerosi interventi e domande.

Partendo dalla figura di Ulisse, rivisitata all’interno dello spettacolo “Il tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse”, l’attore ha spostato l’attenzione su tematiche relative alla modernità, alla dicotomia sempre più preponderante tra uomo e macchina e al binomio scienza e tecnologia.

Solo una grande maestria e forza della parola come quella di Paolini, riportando testimonianze e racconti legati al mondo delle tecnologie, della ricerca scientifica e dello spazio, potevano riuscire a fare di Odisseo crocevia della modernità, figura emblematica che non è solo letteraria, ma è prima di tutto umana.

LLa sete di conoscenza che lo caratterizza è dato essenziale della stessa identità umana, in un limbo, quello di oggi, in cui non sempre è facile distinguere se il limite umano sia una soglia da varcare o da accettare. Certo è che Ulisse, fuori dall’epica, spogliato dalle vesti di eroe avventuriero, é un uomo, afflitto e trafitto di fragilità, errori e proposte velleitarie. Forse è proprio questa duplicità che ancora affascina, la soggezione che l’eroe suscita sul comune mortale, appunto perché la fama lo ha reso immortale. È questa tensione all’immortalità un limite umano, oppure ci stiamo già muovendo nella scia di un’autocelebrazione attraverso la macchina?


Questi sono solo alcuni degli spunti di riflessione che l’intervento di Paolini ha lasciato agli studenti, la consapevolezza del limite e la volontà di superarlo senza perdere la propria umanità, passando attraverso una serie di riferimenti e collegamenti tra i più disparati, senza la pretesa di offrire verità e risposte, ma con la volontà di suscitare il dubbio.

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