(Sesto Potere) – Forlì- 18 dicembre 2021 – In tutti gli ospedali della Romagna, con il superamento della soglia dei 200 ricoverati per Covid,  è scattata l’allerta rossa. Una situazione che da un lato costringe  l’Azienda Usl della Romagna a  prepararsi ad aumentare la disponibilità di posti letto e dall’altro potrebbe portare a contrarre e rinviare alcune attività programmate come esami e visite mediche, anche a Forlì.

“Lo ha dichiarato il dottor Paolo Masperi, direttore dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, e la situazione, secondo i nostri riscontri, è già quella che impatta di più con le richieste dei cittadini che si vedono procrastinare o inibire del tutto visite specialistiche. Abbiamo il caso di  una cittadina forlivese a cui è stato detto che non è prenotabile a in tempi brevi nel servizio sanitario  pubblico una vista endocrinologica, l’esame della tiroide.  Una situazione a   nostro parere inaccettabile, visto che si ripropone ad un anno esatto dalla prima emergenza ospedaliera il problema  accentuato dalla pandemia   delle lunghe liste d’attesa per visite, esami e interventi chirurgici, con gli ambulatori ospedalieri che assicurano solo le urgenze. Un problema che deve essere risolto”: afferma in una nota Davide Minutillo, capogruppo comunale di ‘Centrodestra per Forlì’, (nella foto in alto) affiancato dai consiglieri Marinella Portolani e Francesco Lasaponara.

Anche l’ Emilia-Romagna è in ritardo  nel recupero delle prestazioni sanitarie e nei ricoveri rinviati a causa Covid, nonostante i fondi destinati a tale scopo dal governo alle Regioni  con il decreto ‘Sostegni bis’.

Che fare, dunque?

“Chiediamo al sindaco (e rafforzeremo  l’invito con un question time alla giunta già nella prossima seduta del consiglio comunale)  di incontrare i vertici di Ausl Romagna per avere un quadro aggiornato della situazione sanitaria e ospedaliera locale e poter pianificare interventi che rassicurino i cittadini. Non c’è soltanto la questione  mai risolta delle   lunghissime  liste d’attesa per le visite specialistiche, ma dobbiamo ricordare la situazione più volte segnalata dei disagi patiti dagli utenti del Pronto soccorso di Forlì che patisce un’endemica carenza di medici previsti in pianta organica: 10 posti vacanti su 28, e altri 3 medici assenti per prepensionamento. Come dire che  al  Pronto soccorso di Forlì  è in forza appena il 50% dell’organico che servirebbe”: aggiunge ancora Minutillo.

“La carenza di personale medico impatta negativamente nell’erogazione dei servizi al cittadino. Ma la salute è un bene comune ed un diritto che il servizio sanitario pubblico deve poter assicurare in misura eguale a ogni persona, e noi  come politici e amministratori ci batteremo sempre per garantire la piena operatività   di questa rete. Al sindaco Zattini chiederemo di acquisire il  programma Attuativo Aziendale e le azioni messe in campo dall’Ausl per il recupero delle liste d’attesa e numero prestazioni effettivamente recuperate e ancora da recuperare.  L’obiettivo – al di là dei problemi contingenti come la carenza di personale e l’emergenza Covid  – deve essere la massima trasparenza, magari avviando una campagna di comunicazione rivolta al cittadino  dove si forniscono gli strumenti utili a districarsi in questa situazione. Penso, per esempio,  alla possibilità prevista dalla legge (il decreto 124 del 1998 che regolamenta le liste d’attesa, ndr) di garantirsi una prestazione sanitaria in intramoenia pagando solo ticket e le difficoltà riscontrate da alcuni a prenotare una visita in ‘libera professione’ attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico”: concludono Davide Minutillo, Marinella Portolani e Francesco Lasaponara.