Ospedale di Rimini: tablet e medici volontari per informare i congiunti

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(Sesto Potere) – Rimini – 2 aprile 2020 – Una delle caratteristiche peggiori del coronavirus, da un punto di vista non strettamente clinico, è l’isolamento cui il malato va sottoposto (a tutela sua e degli altri), che in caso di ricovero rischia di rendere difficoltosa anche la comunicazione coi parenti. Specie quando le condizioni del paziente si aggravano. I limitati accessi alle strutture rendono inoltre più difficoltoso, per i congiunti, avere informazioni cliniche sui loro cari.

Per cercare di limitare questo disagio all’ospedale di Rimini è stata attivata una modalità di rapporto coi famigliari attraverso telefonate dedicate da parte di medici del presidio.

Ad effettuare queste telefonate non sono medici direttamente impegnati “in prima linea”, quelli cioè che lavorano nei reparti Covid, e che hanno un tempo forzatamente limitato. Anche su questo aspetto, così come su tanti altri, è infatti scattata la solidarietà e la collaborazione con colleghi di altri servizi: si tratta di alcuni medici attualmente in quarantena, e vari altri medici ospedalieri tra cui in particolare i cardiologi dell’ospedale Infermi, che ottimizzando i tempi dei turni e tra un turno e l’altro, si occupano di tenere i rapporti coi parenti. Hanno in visione le cartelle cliniche dei pazienti e informano i parenti sull’andamento dello stato di salute dei propri familiari. I parenti vengono chiamati sempre dallo stesso medico che ha preso in carico un pool di pazienti ciascuno. Giornalmente un coordinamento distribuisce i nuovi contatti a ciascun medico “chiamante”.

A qesto progetto se ne aggiunge un altro non meno importante. I Consulenti finanziari Banca Fideuram della Provincia di Rimini hanno infatti donato 10 tablet al reparto di Rianimazione. Grazie a questi strumenti  non appena il quadro clinico migliora e le condizioni lo permettono,  i famigliari  possono parlare al proprio caro, ma anche vederlo ed essere visti a loro volta dal familiare malato. A questa donazione si aggiunge quella di un ulteriore tablet, e delle relative schede di connessione, da parte del negozio Eurocelluar di Cattolica.

“Anche il fatto di poter rivedere, dopo giorni, il proprio padre, madre, fratello, moglie, figlio, può avere un forte e positivo effetto psicologico sui pazienti oltre che essere di conforto per chi sta  a casa – racconta il dottor Giuseppe Nardi, direttore dell’unità operativa. Bisogna tener presente che questi pazienti restano ricoverati da noi anche più di tre settimane, sottoposti a ventilazione artificiale e separati completamente da tutti coloro che amano. Per quanto si faccia del nostro meglio per fornire informazioni dettagliate, non è mai come poter sentire il proprio caro. Per gli altri reparti questa operazione è più ‘semplice’, vista la particolare condizione dei ricoverati da noi. Questo progetto, per il quale ringraziamo sentitamente i donatori, introduce un importante tassello nella nostra offerta terapeutica”.

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