(Sesto Potere) – Venezia – 2 marzo 2022 – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Padova nei confronti di 8 indagati (e di numerosi altri soggetti tra persone fisiche e società) per i quali sono emersi indizi di colpevolezza in relazione ad una rilevante frode all’I.V.A. perpetrata nel settore della fornitura di manodopera, facchinaggio e logistica al servizio della “grande distribuzione organizzata”.

Complessivamente, sono state effettuate 44 perquisizioni locali e domiciliari che le Fiamme gialle veneziane hanno eseguito nelle province di Venezia, Belluno, Treviso, Padova, Verona, Rovigo, Udine, Brescia, Cremona, Monza-Brianza, Bologna, Piacenza, Rimini, Roma e Barletta-Trani, in collaborazione con i militari dei Comandi Provinciali interessati.

Guardia di Finanza

In particolare, all’esito di una complessa attività investigativa, che è partita dal preliminare approfondimento ed analisi di dati acquisiti attraverso il monitoraggio delle banche dati in uso al Corpo, sarebbe stata individuata una rete di società articolata su due livelli di operatività, con alla “base” della struttura  (collocata al “primo livello”)  una serie di piccole cooperative che avrebbero fatturato ingenti importi relativi a facchinaggio nei confronti di società “intermedie” (“secondo livello”), le quali, a loro volta, avrebbero fatturato nuovamente il medesimo servizio a primarie imprese della grande distribuzione (queste ultime non consapevoli della frode), con le quali avevano stipulato importanti contratti di fornitura di manodopera.

Le società poste al “primo” e al “secondo livello”, a fronte di rilevanti volumi d’affari realizzati in un arco temporale molto limitato (poco più di un anno), non avrebbero ottemperato poi ai previsti obblighi dichiarativi e di versamento delle imposte.

Il continuo cambio di sede delle società avrebbe permesso ai presunti autori della frode di rendere più difficoltosa l’attività di controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

L’evasione fiscale è stata quantificata, ad oggi, in oltre 8 milioni di euro e avrebbe permesso alle imprese in questione, risparmiando indebitamente sull’IVA, di offrire il loro servizio a prezzi ribassati rispetto a quelli di mercato. Sono in corso ulteriori indagini.