Operazione cc di Modena: stroncato traffico illecito di rifiuti speciali

(Sesto Potere) – Modena – 4 ottobre 2019 – I militari dell’arma dei carabinieri del  Nucleo Investigativo  Forestale di Modena, unitamente ai colleghi della stazione carabinieri Forestale di Pavullo nel Frignano, coadiuvati dai gruppi carabinieri Forestali di Bologna, Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Forlì – Cesena, Prato, Livorno, Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Rovigo, Verona, Mantova e Perugia, nonché dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Mantova, hanno stroncato un traffico illecito di rifiuti speciali costituiti da cascami e ritagli tessili prodotti nel comparto industriale manifatturiero di Prato.

jeep carabinieri

I militari hanno provveduto all’esecuzione di:  due misure cautelari degli arresti domiciliari disposti dal G.I.P. del Tribunale di Bologna a carico di due soggetti italiani a capo dell‘organizzazione criminale; ed  alla perquisizione e conseguente sequestro di 24 siti, in esecuzione di provvedimenti delegati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, nella persona del Sostituto Procuratore Dott. Stefano Orsi, che coordina le indagini.

Tale attività investigativa, che al 3 ottobre  ha consentito di deferire all‘Autorità Giudiziaria complessivamente 18 persone, è stata avviata nel luglio 2018 quando, durante un controllo effettuato nel comune di Pavullo nel Frignano dal personale della locale Stazione Carabinieri Forestale, sono stati rinvenuti all‘interno di un capannone industriale circa 2.500 metri cubi di rifiuti tessili contenuti in sacchi neri per l‘immondizia.

Il successivo approfondimento investigativo, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna e condotto anche mediante l‘ausilio di numerose intercettazioni telefoniche e di video-sorveglianza, ha consentito di accertare che detti rifiuti erano smaltiti anche in altre numerose località del Centro e Nord Italia, principalmente in Veneto,  abbandonati all‘interno di capannoni industriali,  all‘insaputa degli ignari proprietari.

Tale fenomeno è esploso alla ribalta della cronaca come “emergenza sacchi neri“.

I due arrestati, A.G. di 53 anni e G.V. di 40 anni,   gestivano il traffico di rifiuti attraverso società intestate a meri “prestanome”. L‘organizzazione si componeva poi di autotrasportatori compiacenti e soggetti impiegati come manovalanza presso i vari capannoni di destinazione dei rifiuti tessili, generalmente costituiti da dipendenti di suddette aziende.

A conclusione dell’operazione sono stati posti sotto sequestro oltre 9.000 metri cubi di rifiuti speciali di natura tessile, ma si ritiene che  possa emergere un quantitativo totale di rifiuti illecitamente smaltiti ben superiore a quello   accertato.

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