(Sesto Potere) – Bologna – 20 gennaio 2023 – La protezione civile dell’Emilia-Romagna ha lanciato “l’allerta gialla” per la giornata di oggi, venerdì 20 gennaio, per neve, vento, stato del mare e mareggiate. In particolare, previste  nevicate di debole intensità sull’Appennino orientale, con accumuli stimati tra i 10 ed i 20 cm. Previsti anche forti venti da nord-est su tutto il crinale appenninico, lungo la fascia costiera e sul mare, con possibili raffiche di intensità superiore.

Ma già da 24 ore pioggia battente, neve e vento si sono abbattute sulla regione.

Ma l’ondata di maltempo che si è abbattuta in Emilia-Romagna riguarda anche il Paese in generale. Con manifestazioni violente che hanno provocato frane, smottamenti ed esondazioni con piante sradicate, interi campi coltivati allagati tra frutteti, vigneti ed ortaggi e serre provocando danni stimabili in milioni di euro. Così come emerge da monitoraggio della Coldiretti in riferimento all’avviso di condizioni meteorologiche avverse della protezione civile per violenti temporali al centro sud e neve al Nord.

Nell’arco delle ultime 48 ore si sono verificati in Italia ben 17 eventi estremi, dalla tromba d’aria a Valmontone nel Lazio alle bufere di vento fino alla grandine e ai violenti temporali che si sono abbattuti a macchia di leopardo nel centro sud mentre nel nord cade copiosamente la neve secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).

Se pioggia e neve sono attese per ripristinare le scorte idriche in laghi, fiumi, terreni e montagne, i forti temporali con precipitazioni violente – sottolinea la Coldiretti – hanno provocato danni diretti sui terreni secchi che non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con frane e smottamenti che compromettono colture e viabilità rurale.

La nuova perturbazione, con apporto di aria fredda, ha fatto precipitare le temperature con il gelo notturno che rischia di bruciare fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti dopo che il caldo anomalo ha favorito il risveglio vegetativo anticipato di noccioli, pesche, ciliegie, albicocche, agrumi e mandorle.

Si assiste ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – precisa la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro.