(Sesto Potere) – Bologna – 21 aprile 2022 – Per la giornata di oggi 21 aprile si segnalano precipitazioni diffuse sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna, in intensificazione dal pomeriggio-sera, quando potranno essere accompagnate da locali rovesci.  La situazione è prevista in miglioramento a partire dalla seconda metà della giornata di domani venerdì 22 aprile.

Ma, intanto, l’arrivo della pioggia salva le campagne dalla siccità che rischia di compromettere i raccolti necessari a garantire le forniture alimentari al Paese in un momento in cui si registrano speculazioni, accaparramenti e blocco dei commerci a causa della guerra in Ucraina.

Lo ricorda la Coldiretti in riferimento all’arrivo della perturbazione lungo tutta la Penisola in un anno con precipitazioni più che dimezzate al Nord Italia.

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La pioggia è importante con l’avvio delle semine primaverili in una situazione in cui il fiume Po fa registrare un livello idrometrico di -3,4 metri al Ponte della Becca, in provincia di Pavia, ma pesanti anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6% di quello di Como al 28% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

Il raccolto italiano di soia destinata all’alimentazione degli animali dovrebbe superare il milione di tonnellate (+16%) su oltre 290mila ettari coltivati, quello di girasole sfiorerà le 300mila tonnellate (+5%) su 122mila ettari mentre la produzione di mais sarà di oltre 6,1 milioni di tonnellate (+1%) su più di 600mila ettari a livello nazionale, minacciati dall’emergenza siccità che – precisa la Coldiretti – continua ad interessare importanti aree del Paese a partire dalla Pianura Padana, inclusa Emilia-Romagna. 

La carenza di precipitazioni a causa dei cambiamenti climatici e l’aumento record dei costi di produzione provocato dalla guerra in Ucraina sta mettendo in serio pericolo anche le semine di riso in Italia dove si ottiene circa la metà della produzione europea.

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Si tratta di un settore – sottolinea la Coldiretti – con 227mila ettari coltivati e 3700 aziende agricole che raccolgono 1,5 milioni di tonnellate di risone all’anno, oltre il 50% dell’intera produzione Ue, con una gamma varietale unica e fra le migliori a livello internazionale.

Uno scenario preoccupante – continua la Coldiretti – proprio nel momento in cui i consumi alimentari mondiali potrebbero nel tempo spostarsi, in diversi Paesi, dal grano al riso, secondo il Dipartimento dell’agricoltura statunitense (Usda) che evidenzia come i mercati cerealicoli globali siano stati colpiti dall’invasione russa dell’Ucraina e dalla quasi completa cessazione delle esportazioni di grano da quel Paese.

Quello del riso è peraltro l’unico settore in cui l’Italia è più che autosufficiente in una situazione in cui – evidenzia la Coldiretti – il Paese è deficitario in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 53% del mais per l’alimentazione delle stalle, il 56% del grano duro per la pasta e il 73% dell’orzo.