(Sesto Potere) – Forlì – 13 luglio 2022 – Il Piano regionale di gestione dei rifiuti e per la bonifica delle aree inquinate 2022-2027 , dopo un percorso durato circa un anno, è stato approvato ieri dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Alessandro Ronchi e Cristina Mengozzi, (nella foto in alto) co-portavoce di Europa Verde della provincia di Forlì-Cesena, bollano apertamente il provvedimento come di un “ritorno al passato”, un ritorno al passato “dal quale evidentemente non ci si riesce a slegare, a partire dai dati utilizzati che sono ancora del 2019”.

inceneritore hera di forlì

“Il cuore del problema è l’idea che i rifiuti debbano per forza aumentare in proporzione al PIL, nonostante gli ultimi 10 anni dimostrino che non sia così. L’economia del futuro dovrà essere circolare. Dobbiamo evitare il più possibile di scartare o bruciare materie prime, e puntare il più possibile alla riduzione dei rifiuti alla fonte: occorre ridurre lo spreco di plastica, azzerare l’usa e getta, ripensare ad una moda che non porti direttamente dalla cassa alla spazzatura. Gli obiettivi che pone il piano come rifiuti non riciclati pro-capite sono peggiori di quanto già raggiunto dalla nostra provincia da anni, e nulla si prevede né come chiusura di inceneritori né come riduzione dei quantitativi bruciati. Una beffa per i cittadini virtuosi: meglio vi comportate, più importerete rifiuti dai comuni con i risultati peggiori.”: evidenziano Alessandro Ronchi e Cristina Mengozzi.

“Noi di Europa Verde continuiamo a proporre l’estensione della tariffa puntuale in tutta la regione con una raccolta porta a porta di qualità: solo così potremo ridurre e chiudere gli inceneritori. Se lo avessimo fatto già dal 2004, quando organizzammo incontri pubblici sul tema, quello di Forlì non sarebbe mai stato costruito. Le tariffe devono premiare chi produce meno rifiuti da incenerire, ma il piano rinvia ulteriormente l’obbligo di passare alla tariffa puntuale al 2024. Il confronto tra comuni in regione è imbarazzante e le cause sono evidenti: dove la gestione è rimasta a chi ha in mano sia la raccolta sia gli impianti non c’è interesse a fare di meglio, tanto il prezzo lo pagano sempre i cittadini.”: commentano i co-portavoce di Europa Verde della provincia di Forlì-Cesena.

Il governatore regionale Bonaccini nel 2015 aveva promesso che una volta raggiunto il 73% di raccolta differenziata ed una riduzione del 20% di rifiuti si sarebbe potuto chiudere l’inceneritore Hera di Forlì.

“Siamo arrivati all’82,38% con una riduzione del 30% dei rifiuti totali, ed il risultato è un aumento a Forlì dei flussi di rifiuti dalle altre province da incenerire”: si lamentano Alessandro Ronchi e Cristina Mengozzi che, comunque, promettono: “Noi continueremo a batterci per città pulite, con meno rifiuti e più qualità dell’aria, meno plastica e più economia circolare, meno greenwashing e più riconversione ecologica reale”.