Ok governo a fondi statali (40 mln di euro) per completare il Tecnopolo di Bologna

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tecnopolo di bologna

(Sesto Potere) – Bologna – 21 maggio 2020 – E adesso è ufficiale, il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta. Il governo ha dato il via libera ai fondi statali necessari per completare il Tecnopolo di Bologna. Si tratta di 40 milioni di euro (10 milioni per il 2020, 15 milioni per il 2021 e 15 milioni per il 2022), che vanno a finanziare gli interventi necessari a completare la realizzazione dell’infrastruttura.

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I fondi nazionali, stanziati dal Governo, serviranno anche a rendere più rilevante la partecipazione dell’Italia a istituzioni e progetti di ricerca europei ed internazionali. Inoltre, serviranno a potenziare il sistema dell’Alta formazione e ricerca meteo-climatica basata su Bologna.

Il cantiere per costruire il Tecnopolo di Bologna non si è mai fermato, neanche durante il lookdown dovuto all’emergenza covid-19.

Nell’ex  Manifattura Tabacchi, rispettando le norme previste dall’emergenza,  si continua a lavorare a pieno ritmo per completare, entro le prime settimane di luglio, l’infrastruttura di livello internazionale che ospiterà uno dei Data Center più potenti al mondo: il Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), organizzazione internazionale con sede a Reading (UK) che vede la partecipazione di 22 Stati membri, fra cui l’Italia, e 12 paesi cooperanti.

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La Regione Emilia-Romagna sta procedendo infatti con l’attività di progettazione della sede del Centro di Ricerca, in modo da potersi candidare a ospitare anche le attività del nuovo Programma Copernicus, grazie a un recente accordo col Governo per fare del Tecnopolo la sede del Programma di ricerca europeo, dove lavoreranno, a regime, 250 ricercatori.

In particolare, l’accordo di collaborazione, siglato con il ministero degli Esteri, prevede la progettazione delle opere, con costi a carico per il 50% alla Regione Emilia-Romagna e per il 50% al ministero degli Esteri, che dovranno essere terminate entro il 2022, e la preparazione dell’offerta italiana per rispondere alla call internazionale e predisporre la gara d’appalto.

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