Oggi sciopero alle Poste in Emilia-Romagna, sindacati divisi

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(Sesto Potere) – Bologna, 1 marzo 2021 – Oggi, 1° marzo, sciopero regionale per l’intera giornata dei dipendenti di Poste Italiane proclamato dalla Slc Cgil (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) dell’ Emilia Romagna.

“Da mesi denunciamo le forti criticità presenti negli uffici postali e nei centri di recapito e smistamento della nostra regione. Il motivo è legato alla carenza strutturale del personale, che tra l’altro sta producendo la messa in appalto ad aziende esterne delle linee di trasporto postale. È questo lo scenario che ci ha portato ad aprire una lunga mobilitazione, fino allo sciopero regionale per l’intera giornata di lunedì 1° marzo.”: si legge in una nota della Slc Cgil  dell’ Emilia Romagna.

“La carenza di organico sta producendo importanti disservizi. Le lavorazioni interne nei vari centri di recapito non sono più sufficienti a garantire l’uscita in orario dei portalettere e la chiusura delle lavorazioni a fine orario. La carenza dei portalettere non permette il rispetto di tempi di consegna previsti. E tutto questo sta provocando un aumento dello stress per le lavoratrici e i lavoratori legato proprio al peggioramento delle condizioni di lavoro”: ha affermato in una nota Giuseppe Ledda, coordinatore regionale Slc Cgil

“Uno sciopero in questo momento? Legittimo, ma quantomeno inopportuno. Specie perché, oltre alla gravissima situazione pandemica, economica, politica, con un nuovo Governo appena insediato, si rischia di compromettere una serie di trattative avanzate che potrebbero portare a significativi e celeri risultati. Difatti, proprio in questi giorni, a livello nazionale, sono programmati una serie di delicati incontri su: assunzioni; recapito (acquisizioni e riorganizzazioni, visto che sta variando la composizione del prodotto, con meno mail e un aumento significativo di pacchi e pacchetti); rinnovo CCNL (parte economica e parte normativa); tematiche COVID 19: chiesta una corsia preferenziale per la vaccinazione in tempi brevi di tutti i lavoratori di Poste, con particolare attenzione ai settori a contatto col pubblico”: scrivono in una nota Slp Cisl e Uil Poste Emilia-Romagna.

ufficio postale


“Sia ben chiaro, i problemi sono noti e sotto gli occhi di tutti: carenza cronica di addetti nei settori MP (mercato privato) e PCL (poste comunicazione logistica), aggravata dalle domande di pensionamento anticipato; pressioni commerciali; strumentazione non sempre adeguata; mobilità in uscita non compensata; rinnovo del contratto… il tutto aggravato dalla pandemia che sta colpendo sempre più diffusamente anche i postali. Proprio quei lavoratori che in tutti questi mesi hanno continuato ad assicurare il loro servizio con grande spirito di sacrificio. Ed è evidente che se le trattative in corso non dovessero portare ai risultati sperati, Slp Cisl e Uil Poste E-R chiameranno con solerzia i lavoratori ad azioni di sostegno e di sciopero. Tuttavia, la prima strada da percorrere è e rimane sempre quella del dialogo, soprattutto quando si prospettano ampi spazi di confronto”: aggiungono Slp Cisl e Uil Poste E-R.

“In questo momento bisogna avere il coraggio di mettere al bando sterili interessi di sigla e pensare al bene comune, al bene dei lavoratori. Lo sciopero è un atto di gran responsabilità, sia per l’enorme sacrificio che richiede ai lavoratori, sia per i danni e i disagi che arreca agli utenti e all’azienda stessa. Uno strumento sacrosanto che va utilizzato con rigore quando la strada del dialogo e della trattativa non lascia più margini di manovra. In questo caso risulta difficile comprenderne le ragioni, se non con uno scenario che appare sempre più viziato da meri interessi di bottega”: concludono Slp Cisl e Uil Poste dell’Emilia-Romagna