(Sesto Potere) – Roma – 9 dicembre 2021 – La Società Oftalmologica Italiana – Soi, ente morale riconosciuto dallo Stato dal 1924, chiede al Governo d’impegnarsi con investimenti e un approccio innovativo per dare al Paese un Servizio Sanitario Oculistico sostenibile garantendo l’accesso alle cure dei pazienti e il ruolo dei Medici Chirurghi Specialisti Oculisti. La richiesta è contenuta espressamente nel “Manifesto per il Cambiamento. Accesso alle Cure Oculistiche Sostenibili in Italia”.

La richiesta di cure migliori e più efficaci aumenterà del 50% nei prossimi 10 anni, in un sistema già oggi incapace di provvedere al necessario. Oggi molti pazienti stanno subendo una perdita della vista inaccettabile.
“Responsabile la mancanza di progettualità verso le proposte di investimenti a lungo termine in Oculistica, la carenza di ammodernamento del sistema ospedaliero e l’assoluta mancanza di informatizzazione che genera una tremenda confusione di dati penalizzando pesantemente il diritto sancito dalla Costituzione d’accesso alla miglior cura disponibile”: spiega la Società Oftalmologica Italiana.

I dati sono preoccupanti: in Italia più di 2 milioni di persone soffrono di riduzione della vista invalidante e si stima che questa cifra triplicherà entro il 2050. Nel nostro Paese si stima che le malattie a rischio perdita della vista coinvolgano oltre 6 milioni di pazienti ed entro il 2030 è previsto il raddoppio delle persone cieche. Sempre in Italia i costi diretti ed indiretti della cecità ammontano a 28 miliardi ogni anno. La perdita della vista causa una riduzione dell’83% delle opportunità di relazione con il mondo esterno e sprofonda l’individuo in un totale isolamento.

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L’emergenza coronavirus Sars-Cov2 ha rallentato le attività sanitarie ordinarie in tutta Italia, come le prestazioni ambulatoriali e gli interventi chirurgici, con l’oculistica che sconta liste d’attesa a cui non si riesca far fronte: 140 mila prestazioni ambulatoriali non eseguite e 750 mila ricoveri programmati respinti come non urgenti. E il primo rallentamento si era registrato nel primo anno della pandemia: nel 2020 sono stati eseguiti soltanto 250 mila interventi a fronte dei 650 mila del 2019.

Migliaia di pazienti costretti a rinunciare a curare i propri occhi, ed anche molte persone che si rifiutano di fare visite oculistiche o interventi perché pensano di contrarre il virus Covid-19”, come ha ricordato la Società oftalmologica italiana.

L’Oculistica italiana è un servizio di prim’ordine ad alta complessità che gestisce il 7% di tutta la chirurgia elettiva ed eroga 15 milioni di visite e interventi Ambulatoriali ogni anno. I 7.000 Medici Oculisti italiani ogni anno salvano la Vista a un milione e trecentomila Persone: ricorda la Società Oftalmologica Italiana.

Le statistiche riportano che: un terzo dei medici operanti nel Sistema Sanitario Nazionale in pochi anni raggiungeranno l’età della pensione e oggi al SSN servono 1.000 nuovi Medici Oculisti.

“La Forza Lavoro occupata nel Servizio Sanitario Nazionale (attualmente 1.500 dei 7.000 Medici Oculisti italiani) è insufficiente con
carichi di lavoro eccessivi e poco proporzionati e non può soddisfare le richieste per cure adeguate e accessibili ancor più alla luce delle limitazioni del numero delle prestazioni causate dalla pandemia da Covid-19″: ricorda ancora la Società Oftalmologica Italiana nel suo “Manifesto per il Cambiamento. Accesso alle Cure Oculistiche Sostenibili in Italia” firmato dal Presidente Matteo Piovella, presidente Fondazione “Insieme per la Vista” Onlus – rappresentativa dei pazienti affetti da patologie oculari.

Il Soi sollecita il Governo ad affrontare la criticità di mancanza di risorse per l’arruolamento di giovani medici oculisti nel Servizio Sanitario Nazionale: “situazione molto disincentivante se confrontata con le opportunità di lavoro nel settore privato” e si chiede anche in generale di “aumentare ulteriormente i fondi del SSN posti a sostegno dell’Oculistica per garantire la riduzione del numero delle Persone ipovedenti previsto per i prossimi anni.”