Nuovo sindacato dei carabinieri chiede modifica norme accesso a ‘banca dati’

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(Sesto Potere) – Bologna – 12 novembre 2020 – Nel corso di un anno sono stati 93 i carabinieri denunciati in Italia per aver fatto accesso abusivo alla Banca dati interforze Sdi (Sistema di indagine) del Ministero dell’Interno. “Numeri troppo alti”: secondo il Nuovo sindacato dei carabinieri dell’Emilia-Romagna, che in una delibera della segreteria regionale fa propria la perplessità di molti iscritti e propone modifiche alle normative, così da “rendere più selettivi” i criteri per l’apertura dei procedimenti penali a carico dei militari dell’Arma. 

   Secondo il Nuovo sindacato dei carabinieri dell’Emilia-Romagna bisogna, ad esempio, distinguere: “tra chi fa accesso allo Sdi per conto di qualcun altro, e per questo grave illecito viene ricompensato e chi, invece, interroga il sistema sul proprio nome o su quello di familiari o conoscenti, come avvenuto nel 50% dei 93 denunciati. Per scongiurare che questo accada, si sostiene nella delibera basterebbe porre uno sbarramento automatico al sistema per chi accede per avere informazioni su se stesso o su familiari conviventi, ad esempio bloccando la possibilità di inserire il proprio codice fiscale”. 

   E il Nuovo sindacato dei carabinieri dell’Emilia-Romagna, che si è avvalso dell’assistenza legale dell’avvocato Maria Grazia Russo, propone anche di: “Rivedere il reato individuato dall’articolo 615 ter del codice penale (Accesso abusivo a un sistema informatico o telematico), aggiungendo un riferimento all’elemento psicologico, cioè all’intenzionalità di procurare un danno o un vantaggio a qualcuno”. C’è poi un ulteriore punto su cui il Nuovo sindacato dei carabinieri chiede: “Un interessamento al Ministero dell’Interno, titolare della banca dati: che sia lo stesso Ministero a dare il nulla osta per procedere per via giudiziaria nei confronti di chi ha fatto accesso oppure è rimasto nel sistema in violazione dei limiti prescritti dalla legge secondo cui si può farlo esclusivamente per ragioni di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e di prevenzione e repressione dei reati”.

Il Nuovo sindacato dei carabinieri chiede in pratica al Viminale di esercitare il ‘potere del dissenso’ di cui è titolare, valutando caso per caso se occorre procedere o meno con la denuncia del carabiniere coinvolto.