(Sesto Potere) – Forlì – 19 gennaio 2022 – In merito al nuovo regolamento del corpo della Polizia Locale, approvato lunedì sera a maggioranza nell’ultima seduta del consiglio comunale di Forlì, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Elisa Massa, vicepresidente del consiglio comunale di Forlì e consigliera del gruppo Pd (nella foto in alto):

“Affronterò questo argomento dal punto di vista del metodo e del merito. Il metodo: per la discussione del regolamento del corpo di polizia locale, è innanzitutto doveroso premettere che con deliberazione n. 23 del 6 aprile 2020 il consiglio comunale ha approvato il recesso del comune di forlì dall’unione di comuni della romagna forlivese, e che in data 1 gennaio 2022 il comune di forlì è rientrato nella piena titolarità della funzione “polizia municipale e polizia amministrativa locale”. Dunque appare evidente che vi era tutto il tempo di lavorare a questo testo nel corso dell’anno 2021 così che dal primo gennaio fosse operativo il testo approvato in Consiglio Comunale, facendolo appunto entrare in vigore dal 1 gennaio, per rispondere al Consigliere Rivalta.  Invece ancora una volta, si accelerano i tempi, calendarizzando due commissioni nella stessa settimana e giungendo quest’oggi con una discussione in C.C. incompleta e frettolosa.

Venerdì scorso, ho formulato la richiesta al Presidente della 1 Commissione, che venisse inoltrato ai componenti del consiglio il risultato predisposto dagli uffici in merito all’accoglimento o il non accoglimento degli emendamenti, mentre stamane sono stati inoltrati i soli emendamenti presentati e già illustrati dai gruppi consiliari.

Il motto la gatta frettolosa fece gattini ciechi ben si addice alla discussione di quest’oggi. Se le commissioni consiliari hanno funzioni preparatorie e istruttorie per gli atti di competenza la commissione di venerdì scorso è risultata del tutto inutile perché gli uffici non sono stati in grado di elaborare una sintesi degli emendamenti accoglibili e non, con le motivazioni a norma di legge. Questo mi premeva metterlo in evidenza, poiché nell’organizzazione dei lavori consiliari si deve sempre tenere presente una logica economicità e di risparmio di risorse di denaro pubblico.

Entrando nel merito del Regolamento: ciò che mi preme mettere in evidenza e che appare veramente inusuale e non conforme allo schema di regolamento previsto dalla Legge Regionale n. 24 del 2003, è la volontà con questa proposta di  Regolamento di affidare l’incarico di Comandante ad una figura dirigenziale amministrativa, che al momento ricopre già innumerevoli ruoli ( Vice segretario generale, Dirigente del Servizio Contrattualistica Gestione del Patrimonio e Legale ) attribuendogli anche il non certo semplice compito di dirigente ad interim del Servizio di Polizia Locale.

A questa figura, anche alla luce, della riorganizzazione dall’uscita del Comune di Forlì dall’Unione dei Comuni è oltremodo, riposta una grande aspettativa da parte del personale di Polizia locale in termini di riorganizzazione della struttura funzionale organizzativa, oltre che di una necessaria e doverosa attenzione alle esigenze di questo corpo che da tempo vive disagi e difficoltà organizzative testimoniate dai numerosi conflitti e tavoli aperti di discussione con le OO. SS.

A proposito di Organizzazioni sindacali, porta la data del 12 gennaio scorso una nota ben articolata indirizzata al sindaco di questa città e al Gabinetto della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, proprio a firma delle organizzazioni CGIL E CISL, ove si sottolinea l’assoluta estraneità al coinvolgimento nel merito sulla discussione su questo nuovo regolamento. Fatto molto grave, io ritengo, poiché questo nuovo assetto organizzativo presupponeva una concertazione con i rappresentati dei lavoratori che di quel corpo fanno parte. Oltre al mancato confronto dunque, si rischia approvando questo regolamento così come proposto dalla Giunta, di non avere i presupposti e i requisiti necessari per attingere ai finanziamenti e ai contributi regionali che possono essere molto utili ad implementare mezzi, strutture e personale.

Mi preme sottolineare infatti che il numero degli attuali agenti in funzione al momento risultano del tutto sotto rappresentati visto l’art. 14 comma 7 della legge Regionale 24/2003 che prevede al comma D che “i comuni capoluogo abbiano 1,20 addetti per 1.000 residenti” pertanto il corpo della Polizia locale dovrebbe essere composto da circa 140 agenti contro i 103 attuali, poiché la popolazione residente al 1.01.2022 a Forlì è di circa 117.00 abitanti. Ne mancano dunque ben 37, se si vuole rientrare nei parametri regionali. E i nuovi ingressi 8 per la precisione, paventati dal Vicesindaco Mezzacapo a mezzo media, non so se mai potrà avvenire visto che la graduatoria è di proprietà dell’Unione Rubicone mare a cui aveva partecipato l’Unione dei comuni e non il Comune di Forlì, graduatoria alla quale pare il comune non abbia la facoltà di accedervi. Questo è sì, uno degli aspetti imprescindibili e importanti per i cittadini forlivesi per poter garantire un servizio efficiente ed efficace della Polizia locale a tutela della città.     

E’ stato lo stesso ViceSindaco con delega, che alla stampa ha dichiarato che ” Il Corpo torna sotto la gestione comunale nel quale si rende necessario dare un nuovo indirizzo alla sua attività e provvedere alla soluzione delle tante problematiche emerse negli ultimi anni “  non sembra questa dichiarazione trovare riscontro nella scelta di questa amministrazione. Risulta non condivisibile la scelta di non incaricare una figura di Comandante ad Hoc e di voler piuttosto ampliare in maniera smisurata ed eccessiva la figura del Vice Comandante senza, porre la doverosa attenzione ai requisiti, sia in termini di titoli di studio (necessaria la Laurea per svolgere le funzioni di Comandante) che di qualità psico-attitudinali, per ricoprire tale ruolo.

Vengono attribuite, al vice comandante funzioni e competenze, che le norme regionali dicono essere solo vicariali, cioè svolte in esclusiva in assenza del Comandante e solo per l’ordinaria amministrazione”.