Nuovo Dpcm, Bonaccini: “Misure di Conte adeguate”

0
239

(Sesto Potere) – Bologna – 19 ottobre 2020 – In merito al nuovo Dpcm annunciato ieri sera dal premier Giuseppe Conte, il governatore dell’Emilia-Romagna e presidente delle Regioni Italiane, Stefano Bonaccini, commenta in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Stampa’ che a suo parere la “comunicazione” del presidente del consiglio è “corretta” e “adeguata alla situazione che sta vivendo il Paese”.

Ed i provvedimenti previsti nel nuovo Dpcm? Secondo Bonaccini: “Le misure sembrano meno severe di quelle immaginate dal Cts (Comitato Tecnico Scientifico) che chiedeva di chiudere le città più colpite. «È stato fatto un lavoro importante, è da 36 ore che ci stiamo confrontando senza sosta. Mi pare che il provvedimento tenga conto sia delle indicazioni del Cts, sia di quelle delle Regioni. Chiudere le città non è mai stato all’ordine del giorno”.

Conte promette che non ci saranno coprifuoco, ma comunque annuncia una stretta su ristoranti, locali e fiere, rischiando di compromettere una flebile ripartenza. Ma Bonaccini garantisce: “La penso come Conte. Salvaguardare scuola e lavoro è la priorità. Proprio per questo è necessario ridurre al massimo le occasioni che generano maggior rischio. Laddove questo comporti un sacrificio, ad esempio per alcuni pubblici esercizi, è indispensabile intervenire subito con misure di ristoro, perché anche quello è lavoro. Il rimbalzo del Pil ci sarà quanto più riusciremo a frenare i contagi e a tutelare la produzione”.

E in merito alla questione sport e stadi, adesso accessibili soltanto a una piccola quota di spettatori, Bonaccini afferma: “Non abbiamo avuto un solo problema né negli stadi né nei palazzetti: da un lato percentuali ridottissime rispetto alle capienze, al massimo il 15% e senza mai superare comunque i mille spettatori; dall’altro protocolli di sicurezza molto stringenti. Non ci sono altri luoghi in cui si stia più distanziati e sicuri oggi che in quegli impianti”.

E sulla questione scolastica il giornalista de ‘La Stampa’ ricorda a Bonaccini che la ministra all’Istruzione Azzolina è arrabbiata con lui e gli ricorda che la didattica a distanza alle superiori c’è già. “Io ho lavorato per mesi perché le scuole tornassero in presenza quando erano altri a balbettare. E se oggi chiedo più flessibilità per gli orari e perla didattica integrata per i ragazzi più grandi è proprio per non tornare a chiudere tra un mese, perché sarebbe un disastro. Per chi governa non basta evocare scuole aperte, bisogna assumere scelte e provvedimenti conseguenti. Io l’ho fatto nei mesi scorsi e lo faccio oggi”: ha concluso il governatore dell’Emilia-Romagna.