Nuovi invasi in Appennino? Il no del Wwf di Forlì-Cesena

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diga di Ridracoli

(Sesto Potere) – Forlì – 22 ottobre 2020 – Il presidente del WWF di Forlì-Cesena, Alberto Conti, ha inviato una lettera aperta all’ assessora regionale all’ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile, Irene Priolo, sul tema della pianificazione e gestione delle fonti idriche nel territorio di competenza di Romagna Acque SpA , contestando, con  precise motivazioni, le scelte gestionali ed i progetti di nuovi invasi in Appennino , sostenute a più riprese da Romagna Acque SpA. Ed anche ieri, quando sulla stampa locale Romagna Acque SpA ribadisce e rilancia la propria volontà di costruire nuovi invasi per aumentare l’approvvigionamento idrico dell’Acquedotto di Romagna.

Irene Priolo

“Circa 2 anni fa è stato affidato un incarico professionale al DICAM dell’ Università di Bologna (già Facoltà di Ingegneria) per individuare le zone dell’ Appennino nelle quali potrebbe essere opportuno realizzare “piccole strutture di stoccaggio” (invasi con relative dighe in cemento armato). Per la progettazione delle suddette opere di sbarramento è stata costituita un’ apposita Società di Ingegneria in house , interna a Romagna Acque SpA . A prescindere dall’ubicazione dei nuovi invasi, che non sarebbero tutti affatto “piccoli” come afferma Romagna Acque (vedasi l’ipotetico invaso delle Gualchiere , in zona fra l’ altro di notevole valore naturalistico, che avrebbe una capacità di circa 20 milioni di mc. ) , riteniamo che la scelta sia radicalmente errata per vari ordini di motivi”: scrive nella lettera aperta Alberto Conti.

“Non compete a Romagna Acque pianificare nuove fonti idriche bensì alla Regione con il suo Piano di Tutela delle Acque, che non prevede alcunchè del genere né oggi, né in previsione. Romagna Acque deve puntare a razionalizzare l’utilizzo delle sue fonti , con le interconnessioni idriche fra i vari territori di sua competenza , da realizzare rapidamente nei tratti ancora mancanti, al controllo in remoto di tutte le fonti sorgentizie, anch’esse dispersive della risorsa e non sufficientemente tutelate, ed a contribuire continuativamente al mantenimento della funzionalità dei bacini imbriferi, salvaguardando ed aumentando la copertura forestale, soprattutto lungo le fasce ripariali dei corsi d’acqua”: aggiunge il presidente del WWF di Forlì-Cesena.

Alberto Conti

“Nuovi invasi provocherebbero un impatto ambientale elevatissimo e devastante , con costi economici esorbitanti, modificando irreversibilmente la naturalità dei luoghi, molti dei quali posti in prossimità del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Falterona e Campigna e già tutelati da norme nazionali ed europee. La gestione e manutenzione di nuovi invasi comporterebbe a loro volta ulteriori impatti e danni ambientali, con costi economici aggiuntivi a carico della collettività da 4 a 8 volte il costo di costruzione, come affermò a suo tempo il Direttore di Romagna Acque . Per di più, la qualità della risorsa idrica nei piccoli invasi si deteriora rapidamente a causa dei modesti volumi ivi stoccati, con la conseguenza di diventare inutilizzabili in breve tempo. L’esperienza degli sbarramenti sul Rio Bacine e sul Torrente Conca fa testo in tal senso”: aggiunge Alberto Conti.

“Per aumentare l’approvvigionamento idrico, la soluzione migliore è costituita dal riuso a fini irrigui delle acque reflue dei depuratori, riuso accreditato da studi scientifici approfonditi . La quota d’ acqua corrispondente del CER-Canale Emiliano Romagnolo , così non più destinata a fini irrigui , e perciò dirottabile a fini idropotabili , consentirebbe di soddisfare ampiamente un fabbisogno di molto superiore a quello soddisfacibile dagli invasi ipotizzati, soprattutto in caso di emergenze siccitose. Non va inoltre trascurata la necessità del recupero di ulteriori quantitativi idrici , possibile con la costosa , ma necessaria , continuativa manutenzione delle grandi dorsali dell’ Acquedotto di Romagna e delle reti di adduzione all’ utenza , allo scopo di ridurre al minimo le perdite d’ acqua”: conclude il presidente del WWF di Forlì-Cesena.