No dell’ Emilia-Romagna a 300 tonn. di rifiuti al giorno dalla Calabria per 3 mesi

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(Sesto Potere) – Bologna – 29 luglio 2020 – Il possibile arrivo in Emilia-Romagna di 300 tonnellate di rifiuti al giorno dalla Calabria per tre mesi, in forza dell’aggiudicazione di un bando di quella Regione da parte di HeraAmbiente, è al centro di un question time, presentato da Silvia Piccinini (M5s) e discusso in Aula.

Trecento tonnellate di rifiuti – rimarca la capogruppo – pare partiranno ogni giorno su tir dalla Calabria con destinazione Emilia-Romagna e provincia di Mantova, in Lombardia, in quanto la Regione Calabria non è in grado di gestirli e trattarli.

“Questo spiegherebbe la richiesta avanzata da HerAmbiente di autorizzare la sopraelevazione sia della discarica di Castel Maggiore (comune del Bolognese) sia di quella di Imola” sottolinea la consigliera, che incalza: “se tutto questo corrisponde al vero, siamo di fronte a una scelta che contrasta con le esigenze ambientali del territorio emiliano-romagnolo e disattende gli obiettivi dichiarati dalla Giunta regionale di attuazione di una ‘svolta ecologica’”.

Per questi motivi la pentastellata chiede alla Giunta “se sia stata informata da HerAmbiente dell’arrivo quotidiano di 300 tonnellate di rifiuti da fuori regione e se la multiutility abbia specificato di quale natura siano, a quali impianti siano destinati, come debbano essere trattati, in quali quantità e tempi”.

Silvia Piccinini, infine, domanda all’esecutivo regionale “se intenda assumere provvedimenti volti a impedire l’ingresso nel territorio regionale dei tir colmi di rifiuti, comunicando alla presidente della Regione Calabria l’indisponibilità ad accogliere i rifiuti di quella regione”.

L’assessore all’Ambiente, Irene Priolo, risponde che sulla base del bando della Regione Calabria, ad HeraAmbiente saranno conferiti, per il trattamento e lo smaltimento, rifiuti speciali in regime di libero mercato per un periodo di 30 giorni, che, però, non sono destinati al territorio dell’Emilia-Romagna. Inoltre, HerAmbiente non può chiedere la sopraelevazione della discarica di Castelmaggiore, nel bolognese, in quanto l’impianto non è di proprietà della multiutility.

La consigliera Piccinini, nel dichiararsi parzialmente soddisfatta della riposta, invita la Giunta ad essere risoluta nel rifiutare l’arrivo di rifiuti da altre regioni meno virtuose dell’Emilia-Romagna e sollecita una presa di posizione netta contro ogni richiesta o tentativo di ampliamento delle discariche di Castelmaggiore e di Imola, in provincia di Bologna, quest’ultima particolarmente avversata da associazioni ambientaliste e istituzioni.

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