Nella Chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio benedizione del fonte battesimale

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(Sesto Potere) – Forlì – 19 agosto 2020 – Oggi verrà benedetto il nuovo Fonte battesimale della   Chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio, via Castello 91 a Villa Rotta, che verrà dedicato alla Apparizione della Madonna delle Balze. La scultura, in pietra grezza, opera dello scultore Guccini di Alfero ha forma a vasca rotonda, reca nel capo frontale, visibile dall’ingresso, una conchiglia e riporta, sulla sommità del bordo tre parole latine disposte a forma di Croce: Sicut Cervus Desiderat.

Il richiamo è esplicitamente al versetto 41 del salmo 42: «Sicut cervus desiderat ad fontes aquarum, ita desiderat anima mea ad te Deus» ovvero: «Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio». Preghiera destinata a riecheggiare nel cuore di ogni cattolico che parteciperà alla Veglia Pasquale del Sabato Santo.

Il materiale di composizione del fonte in pietra è stato estratto dalle cave arenarie della zona di Balze, ed è stato scelto proprio per creare un legame stretto con quel masso pietroso delle Balze, oggi frazione del comune di Verghereto in provincia di Forlì, su cui, alla fine del 1400, apparve la Madre di Dio, a cui è testualmente intitolata la Chiesa del Castellaccio.

La tradizione orale ha tramandato per cinque secoli la storia di due giovani pastorelle (forse sorelle), una sordomuta e l’altra cieca, che il 17 luglio del 1494 furono testimoni di un’apparizione Mariana nell’impervia e quasi disabitata località chiamata genericamente “le Balze”,  il più alto paese dell’Appennino romagnolo.

Sembra che le due ragazzine, dopo avere assistito all’apparizione della Vergine sopra un grosso masso, guarirono dalla loro menomazione. La notizia del portento si sparse velocemente, ed il masso del miracolo, già vicino a diversi monasteri e luoghi di ritiro spirituale, quali Ogre (Ocri), Vignola, Cella e l’Eremo di S.Alberico, divenne meta di pellegrinaggio dalle regioni circostanti. generando devozione per la “celeste Regina” nel luogo che sarà sempre ricordato sotto il titolo “dell’apparizione e Madre delle Grazie”. E ivi verrà costruito un oratorio, poi totalmente rifatto del 1941 con l’aggiunta dell’Asilo Infantile.

Nonostante l’apparizione e il miracolo non siano riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa di Roma, da più di 5 secoli il 17 luglio di ogni anno il paese festeggia l’evento con riti religiosi e feste laiche. E il 17 luglio 1894 alla Vergine fu dato il titolo di Madonna delle Grazie, e vennero fatti solenni festeggiamenti con la presenza di tre Vescovi: di Sarsina, di Modigliana, del Montefeltro.