Nei primi 3 mesi del 2021 ripresa del credito a Forlì-Cesena e Rimini

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cdc di forli

(Sesto Potere) – Forlì – 17 maggio 2021 – Nei primi tre mesi del 2021 nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini si conferma la ripresa del credito, iniziata nel 1° trimestre 2020, sia alle imprese, sostenuta dalle misure intraprese per far fronte all’emergenza sanitaria, sia alle famiglie. Per la provincia forlivese si rileva un maggior incremento dei prestiti per le piccole imprese e il settore manifatturiero, mentre per quella riminese si riscontrano variazioni superiori verso le imprese medio-grandi e il macrosettore dei servizi. Registrata, come prevedibile, un’impennata dei prestiti garantiti dallo Stato tramite il Fondo di Garanzia. Il miglioramento della qualità del credito, con una riduzione del tasso di deterioramento, risente però delle misure di sostegno messe in atto. In aumento il risparmio finanziario, grazie all’incremento sia dei depositi sia dei titoli in portafoglio.

“Gli ultimi dati riferiti al contesto nazionale, tratti dal Bollettino economico di aprile 21 della Banca d’Italia, evidenziano un miglioramento delle prospettive generali, miglioramento che risulta sostenuto sia dagli effetti positivi della campagna vaccinale, sia dalle recenti iniziative di politica economica – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di Commercio della Romagna –. Nel breve periodo, ci potranno essere ancora delle turbolenze, connesse all’evoluzione della pandemia e all’allentamento delle restrizioni, ma il nostro Paese sta confermando la sua capacità di resilienza. Attraverso gli indicatori disponibili, infatti, nei primi tre mesi dell’anno in corso, emerge che la situazione economica si sta stabilizzando, attraverso il progressivo rafforzamento dell’industria ed una crescita, seppur, ancora assai debole, dei servizi. Il credito, dunque, risulta sempre essenziale, sia per la sopravvivenza di molte imprese, sia per il sostegno ai nuovi investimenti. Seguendo le istanze che arrivano dalle Associazioni di Categoria e da singole imprese, la nostra Camera ha moltiplicato le iniziative della “cabina di regia” – attivata a livello territoriale -, con lo scopo di favorire il dialogo fra Sistema Bancario e Sistema delle Imprese, ed ampliare, per quanto possibile, i finanziamenti”.

zambianchi

Secondo i sondaggi della Banca d’Italia, a partire dal secondo trimestre 2021, vi saranno una ripresa degli investimenti e dei consumi, tuttavia la propensione al risparmio resterà elevata. Le condizioni dei mercati finanziari continuano a essere distese. Il credito alle imprese seguita ad espandersi a un ritmo solido, riflettendo una domanda ancora elevata di prestiti garantiti; le condizioni di offerta restano, nel complesso, accomodanti. A fronte dei nuovi interventi di contenimento dei contagi, il Governo ha varato ulteriori misure a sostegno soprattutto delle famiglie e delle imprese; risorse aggiuntive sono state poi destinate al rafforzamento del piano vaccinale e di altre azioni di contrasto alla pandemia. Il Governo, inoltre, nell’ambito dello strumento finanziario per la ripresa dell’Unione europea (Next Generation EU), ha predisposto il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

“Le accresciute esigenze di liquidità delle imprese, alimentate da un calo dei flussi di cassa particolarmente accentuato durante il periodo di chiusura delle attività non essenziali , si sono riflesse in un aumento della domanda di credito. Le maggiori richieste di finanziamento hanno anche risposto all’esigenza di detenere un più elevato livello di scorte liquide per finalità precauzionali, in connessione con l’accresciuta incertezza sulle future prospettive economiche – sottolinea Giuseppe Genovese, Capo della Filiale di Forlì della Banca d’Italia -. Il fabbisogno di liquidità è stato in larga parte soddisfatto dal credito bancario. Ne è conseguito un incremento della liquidità a disposizione delle imprese cui ha contribuito anche la riduzione degli investimenti. Il tasso di deterioramento dei prestiti non ha ancora risentito dell’evoluzione negativa del quadro congiunturale. In prospettiva l’evoluzione della rischiosità dei finanziamenti appare legata ai tempi e al livello di gradualità del disimpegno pubblico dalle misure di sostegno”.