(Sesto Potere) – Roma – 6 dicembre 2021 – Dicembre si conferma il mese più importante dell’anno per i consumi (quest’anno circa 110 miliardi di euro di spesa complessiva, 10 in meno rispetto al 2019), ma il clima di fiducia delle famiglie in calo, la forte ripresa dell’inflazione e i rincari delle bollette rischiano di ridurre la quota di tredicesima tradizionalmente destinata agli acquisti nel mese di dicembre.

Considerando anche i consumi di chi non beneficia di questo emolumento, cioè l’area del lavoro autonomo, complessivamente la spesa media per famiglia a dicembre si attesta a 1.645 euro, lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso, ma ancora molto al di sotto rispetto al 2019 (-7,5%).

Questi, in sintesi, i principali risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio su tredicesime e consumi di dicembre.

Per il mese di dicembre si stima un valore di circa 110 miliardi di euro di spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi, ecc.) valore inferiore di circa 10 miliardi a quanto speso nel 2019.
Per le sole spese commercializzabili (beni e servizi) cioè alimentari, abbigliamento, mobili, elettrodomestici bianchi e bruni, computer, cellulari e comunicazioni, libri, ricreazione, spettacoli e cultura, giocattoli e cura del sé, alberghi, bar e ristoranti, la stima è di 76 miliardi. Mentre nel 2020, anno caratterizzato da numerose limitazioni imposte con le misure anti-Covid, questa spesa, fortemente correlata al benessere economico delle famiglie, era scesa a circa 66 miliardi di euro correnti.

Per i regali di Natale si spenderanno circa 160 euro a testa sostanzialmente in linea con lo scorso anno.

Le stime effettuate per il 2021 non considerano improvvisi deterioramenti del quadro pandemico. E al di là della situazione sanitaria qualche spunto di preoccupazione emerge dal versante economico.

A novembre, il clima di fiducia delle famiglie, pur attestandosi a livelli storicamente elevati, ha ripiegato per il secondo mese consecutivo. E questa situazione, se confermata nei prossimi mesi, rischia di avere ripercussioni nella parte iniziale del 2022 oltre che comprimere, seppure marginalmente, le spese di dicembre e per i regali di Natale.

Il deterioramento è correlato in buona parte al riemergere dell’inflazione la quale, per la parte inattesa, cioè quella eccedente l’1,5%-2%, potrebbe comprimere il potere d’acquisto delle famiglie, riverberandosi principalmente in una contrazione degli acquisti di beni e servizi commercializzabili.

Le famiglie, complessivamente, mantengono anche nel 2021 un atteggiamento ispirato alla prudenza in merito alle intenzioni di acquisto, in conseguenza del protrarsi dell’emergenza indotta dalla pandemia da SARS-CoV-2.
Ma l’ammontare delle tredicesime destinate unicamente ai consumi, tolti gli oneri fiscali e le tasse, è di 32,6 miliardi. 

Ed è ragionevole ipotizzare che anche i lavoratori indipendenti (imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi), pur non beneficiando delle tredicesima, destinino una quota di reddito agli acquisti natalizi, che stimiamo per il 2021 intorno ai 6,8 miliardi di euro, cui vanno dedotti i maggiori oneri netti derivanti dai costi delle bollette energetiche.

Calcolando, quindi, la spesa media per famiglia nel mese di dicembre per un numero di famiglie che, oltre ai dipendenti e ai pensionati, comprenda i circa 3,1 milioni di quelle che hanno un lavoratore indipendente come persona di riferimento, e valutandola a prezzi costanti del 2021, si perviene a una spesa media per i consumi di dicembre derivante dalle sole tredicesime, effettive e teoriche, di 1.645 euro, in crescita dello 0,5% rispetto al 2020, ma ancora inferiore del 7,5% rispetto al 2019 (rispetto a due anni fa mancherebbero ancora 134 euro a prezzi costanti per famiglia).