(Sesto Potere) – Bologna – 21 giugno 2022 – Nelle ultime settimane, i Carabinieri del NAS di Bologna hanno avviato mirati controlli sulla corretta gestione della filiera produttiva e distributiva nel settore delle paste alimentari.

In considerazione della rilevante importanza della particolare tipologia di alimento, notoriamente alla base della dieta mediterranea, il monitoraggio dei militari del nucleo felsineo ha interessato diverse aziende attive nella produzione e nel commercio di pasta di grano duro, di pasta all’uovo (anche ripiena) e di altri alimenti sempre più spesso presenti sulle tavole degli italiani, quali ad esempio i cereali come il cous-cous e il riso.

Carabinieri NAS durante un'attività ispettiva

In seguito ai numerosi controlli eseguiti negli stabilimenti produttivi, nei centri di smistamento e nelle rivendite sia all’ingrosso che al dettaglio, delle province della Romagna (in particolare, nel bolognese e nel ferrarese) sono state riscontrate gravi irregolarità con particolare riferimento al riutilizzo di prodotti risultati con scadenza superata (tra l’altro anche da molto tempo).

Nel corso delle numerose ispezioni i militari hanno proceduto al sequestro di complessivi 19.000 kg tra cous-cous e pasta di grano duro che, sebbene scaduti (in alcuni casi da oltre 2/3 anni), erano pronti per essere riutilizzati; infatti, è stato appurato come in alcune aziende vi sia la prassi secondo cui il prodotto scaduto (e quindi non più conforme), una volta scartato dalle originarie confezioni viene reimbustato in altre, nuove, da reimmettere in commercio.

Tali operazioni in alcuni casi avvenivano in ambienti assolutamente inidonei igienicamente, all’interno di magazzini o addirittura all’aperto e senza adottare alcuna predisposta procedura operativa in Autocontrollo HACCP finalizzata a regolarizzarne la prassi, anche attraverso preventive analisi chimiche, biologiche ed eventualmente organolettiche e olfattive.

Pertanto, i militari del NAS di Bologna hanno provveduto a segnalare le predette aziende alle competenti Aziende AUSL e contestare sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro, procedendo al sequestro dell’ingente quantitativo di alimenti che verrà così distrutto e sottratto alla distribuzione per il commercio.