Musei S.Domenico, ‘Dante: al via la grande esposizione in collaborazione con gli Uffizi

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(Sesto Potere) – Forlì – 29 aprile 2021 – Ci sono Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Michelangelo, Tintoretto, Canova, Andrea del Castagno, autore di una delle primissime raffigurazioni del ritratto del Sommo Poeta; fino ad arrivare ai preraffaeliti, ai macchiaioli ed al Novecento, con Galileo Chini, Plinio Nomellini, Felice Casorati, Lucio Fontana, Pablo Picasso. Trecento capolavori dell’arte, tra dipinti, sculture, disegni, manoscritti, illustrazioni, che abbracciano un arco temporale vastissimo, dal Duecento al Novecento, e stili molto diversi tra loro, per raccontare il mito di Dante Alighieri nell’arte.

LA VERNICE PER I MASS MEDIA

Più che una mostra, Dante. La visione dell’arte, è un vero e proprio ‘girone monstre’, affollato di capolavori, oltre che un viaggio nella storia dell’arte tra Medioevo ed età contemporanea, forte di una selezione di trecento opere dal Duecento al Novecento, tra dipinti, sculture, disegni, illustrazioni e manoscritti.

L’esposizione, visitabile a Forlì, nei Musei San Domenico dal 30 aprile al 11 luglio 2021 – presentata oggi in anteprima alla stampa (in mattinata) ed alle autorità (nel pomeriggio) e da domani aperta al pubblico – è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dalle Gallerie degli Uffizi, nell’ambito delle celebrazioni per l’Alighieri promosse dal Ministero della Cultura: il suo ambizioso obiettivo è raccontare a tutto tondo la figura del padre della Divina Commedia, nel settimo centenario della sua morte. Frutto di un importante sodalizio tra i due enti, l’esposizione non è solo occasione per dare corpo all’anniversario dantesco: nel momento difficile che il mondo intero sta vivendo, intende rappresentare anche un simbolo di riscatto e di rinascita non solo del nostro Paese, ma del mondo dell’arte e dello spirito di cultura e civiltà che essa rappresenta.

Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, Direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Con loro, curatori della mostra sono il Professor Antonio Paolucci e il Professor Fernando Mazzocca, coadiuvati da un prestigioso comitato scientifico. La scelta di Forlì come scenario dell’esposizione è parte di una strategia di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non costituisce solo un ponte naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna.

Forlì è città dantesca. A Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città. A Forlì fece ritorno, occasionalmente, anche in seguito.

La mostra affronta un arco temporale che va dal Duecento al Novecento. Per la prima volta, l’intimo rapporto tra Dante e l’arte viene interamente analizzato e ricostruito, presentando gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria di Dante, delle sue opere ed in particolare della Divina Commedia, o hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche, o ancora hanno tratto da lui episodi o personaggi singoli, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé.

Circa cinquanta, tra dipinti, sculture e disegni, le opere che le Gallerie degli Uffizi, co-organizzatrici del grande evento espositivo, hanno messo a disposizione di “Dante. La visione dell’arte”. Tra queste, un corpus di disegni a tema di Michelangelo e di Zuccari. I celebri ritratti del Poeta di Andrea del Castagno e di Cristofano dell’Altissimo. E poi l’Ottocento con Nicola Monti, Pio Fedi, Giuseppe Sabatelli, Raffaello Sorbi e il capolavoro di Vogel von Volgestein, Episodi della Divina Commedia.

Non solo gli Uffizi, però, hanno aperto i loro ‘scrigni danteschi’ per la mostra: arriveranno prestiti dall’Ermitage di San Pietroburgo, dalla Walker Art Gallery di Liverpool, dalla National Gallery di Sofia, dalla Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, dal Museum of Art di Toledo, Musée des Beaux-Art di Nancy, di Tours, di Anger; e poi dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria Borghese, dai Musei Vaticani, dal Museo di Capodimonte e da innumerevoli musei italiani e stranieri. 

Con uno stile magniloquente e antologico, l’esposizione condurrà il visitatore alla scoperta della crescente leggenda di Dante attraverso i secoli. La prima fortuna critica del Poeta verrà mostrata attraverso le prime edizioni della Commedia e alcuni dei più importanti Codici miniati del XIV e XV secolo. Apposite sezioni saranno dedicate alla sua fama nella stagione rinascimentale, alla riscoperta neoclassica e preromantica del suo genio, alle interpretazioni romantiche e Novecentesche della sua opera ed eredità; capitoli a parte verranno dedicati all’ampia e fortunata ritrattistica dedicata all’Alighieri nella storia dell’arte, al tema del rapporto tra Dante e la cultura classica, alla figura di Beatrice, che il Poeta eleva ad emblema del rinnovamento dell’arte e delle sue stesse positive passioni.

Protagonisti della mostra saranno anche le molteplici raffigurazioni che alcuni tra i più grandi artisti hanno offerto nel corso della storia della narrazione dantesca del Giudizio universale, dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Il percorso si concluderà con capolavori – c’è anche  una copia storicizzata della prima pietà di Michelangelo – ispirati, nella loro composizione, al XXXIII canto del Paradiso.

Il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini ha commentato: “Avere qui a Forlì la più importante mostra, su scala nazionale, sulla figura e le opere di Dante, nell’anno del settencentenario della sua morte, è un evento straordinario per la nostra città. Siamo di fronte a un’esposizione di indescrivibile portata che esprime pienamente, attraverso la sua potenza figurativa, il percorso di crescita culturale compiuto dalla nostra comunità in sedici anni di grandi mostre presso i Musei San Domenico. Dopo un anno così difficile, segnato indelebilmente dalle ferite del Covid, è bene riprendere il cammino puntando anche sulla cultura e su eventi di assoluta qualità come questo, con oltre trecento capolavori. In questa direzione, l’Amministrazione Comunale grazie al prezioso e costante contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, si sta muovendo con rinnovato impegno per giungere ad una piena valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale della nostra città, attraverso la celebrazione delle sue eccellenze tutto l’anno”.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha aggiunto: “In questo 2021, per il settecentenario della morte di Dante, l’Italia commemora solennemente per la quarta volta il sommo poeta, in grande stile e a livello nazionale. Gli Uffizi, che nelle occasioni precedenti si erano limitati a prestare qualche dipinto o disegno a mostre organizzate da altri istituti, tenutesi principalmente nelle biblioteche, prendono ora per la prima volta un ruolo attivo nella condivisione, promozione, ricerca e conoscenza dell’Alighieri e della sua fortuna figurativa, che culmina nella collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Unendo le nostre forze, nel complesso di San Domenico riusciamo a offrire l’occasione irripetibile di ammirare e studiare le tracce della Commedia e della Vita Nova nella cultura italiana ed europea. Non a caso abbiamo scelto Forlì, una delle tappe dell’esilio di Dante, per giunta posta sulla strada tra Firenze e Ravenna: un luogo neutrale per non riaccendere la secolare rivalità tra la città di nascita e quella della morte, ma ancora di più per valorizzare l’importanza dell’Italia tutta, cui Dante universalmente appartiene. La mostra forlivese Dante. La visione dell’arte ha un assetto enciclopedico, nell’affrontare i molti temi legati alla figura del Poeta, e percorre la fortuna visiva della Commedia attraverso i secoli, testimoniandola grazie a un’inedita, clamorosa ricchezza di materiale e con opere di primissima importanza”.

Gabriel Rossetti Beatrice

Il  direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gianfranco Brunelli: “Celebrare Dante nel 2021 significa ritornare alle ragioni fondative dell’Italia e della sua civiltà, orientate in una prospettiva europea, in un tempo sospeso e decisivo qual è questo. Dante è l’insieme della sua opera non staccata dall’insieme della sua vicenda storico esistenziale. Certo la Divina Commedia, soprattutto la Commedia, ma non solo. Penso di poter dire che se c’è un’esposizione davvero completa e davvero nazionale, nell’anno centenario di Dante, quella forlivese si iscrive ad esserlo. Non solo la Commedia viene ricondotta lungo i rispecchiamenti che l’arte ne ha tratto, ma tutto Dante. Un viaggio dell’arte e un viaggio nell’arte che ci consente di rivedere Dante, il suo tempo e il nostro”.

Il Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza ha detto: “Con la mostra su Dante la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì conferma la sua vocazione a valorizzare la storia culturale del territorio e i suoi tesori all’interno di un quadro storico-artistico e quest’anno anche letterario di carattere nazionale ed internazionale. Forlì è infatti a pieno titolo città dantesca ed in quest’anno di celebrazioni del poeta della Commedia non poteva mancare di proporre un’esplorazione critica di assoluto rilievo ed originalità, partendo dalla figura storica dell’Alighieri e delle sue relazioni politico-diplomatiche ed artistiche col territorio per arrivare a indagare la sua fortuna nei secoli più recenti, dalla coincidenza tra i primi passi del neonato stato unitario e le celebrazioni del VI centenario della sua nascita, fino ai giorni nostri, in cui la riaperture dei Musei vogliono significare una più generale ripartenza della vita di tutti noi non solo come singoli ma che e soprattutto come comunità. Le mostre della Fondazione sono sempre state un ponte tra il particolare ed il generale, tra il locale ed il globale, sul piano culturale come su quello turistico e dello sviluppo territoriale. Mai come quest’anno, celebrando uno dei padri della nazione, abbiamo sentito con forza e abbiamo avuto conferma di come la cultura rappresenti una forma imprescindibile di sviluppo sociale e di come attorno a lei sia possibile ritrovarsi e ricostruire i rapporti sociali anche nei momenti più complessi”.

“I 700 anni della morte di Dante sono un’occasione per la nostra regione di essere al centro di nuovo della vita culturale italiana ed europea- ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori -. Il soggiorno di Dante in esilio da Bologna a Forlì a Ravenna dove muore- ha aggiunto- ci danno l’opportunità di grandi mostre come questa di Forlì, che si conferma una capitale delle strategie espositive italiane, e come quella che si va ad aprire a Ravenna. E ricordo la meravigliosa mostra che pian piano aprirà in estate e in autunno lungo le biblioteche storiche dell’Emilia-Romagna. La bellissima sfida che ci attende è quella di comunicare la letteratura. c’è tanta esperienza su come fare la didattica dell’arte e ora è importante capire come fare la didattica della letteratura antica. Appassionare i ragazzi all’arte è una sfida continua”. 

Andrea del Castagno foto Fabio Blaco

L’INAUGURAZIONE CON L’AUTORITA’ NEL POMERIGGIO

L’inaugurazione alle 17.30, con la partecipazione in collegamento da remoto del ministro Dario Franceschini e gli interventi del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, del presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza, del sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, di Eike Schmidt e del direttore generale della mostra, Gianfranco Brunelli.

“L’Emilia-Romagna- sottolinea il presidente Bonaccini– è stata una seconda patria per Dante Alighieri, maestro universale, le cui opere trascendono il suo tempo.  A Ravenna restano le sue illustri spoglie, mentre a Forlì ha soggiornato, ospite della famiglia Ordelaffi. Abbiamo quindi voluto dare un contributo importante alle celebrazioni per il settecentenario, promuovendo la programmazione di molti eventi in tutto il territorio”.

Intervento presidente Bonaccini

“La mostra che inauguriamo oggi- prosegue-, è senz’altro tra le più grandi realizzate finora per il sommo poeta a livello internazionale: un evento eccezionale sia per la vasta gamma di opere presenti che per la loro bellezza e il significato, senza contare l’importanza delle numerose realtà culturali coinvolte. Proietta il nostro territorio e l’Italia intera in una dimensione internazionale, aprendo le porte a un turismo culturale ormai fermo da più di un anno, ma che può proprio da qui ripartire per rilanciarsi, guardando al futuro con più ottimismo”.

“In Emilia-Romagna- conclude Bonaccini-, è stato costruito un percorso che collega i luoghi simbolici della vita di Dante da Ravenna a Forlì, fino ai luoghi dove vengono conservate le prime edizioni della Divina Commedia e riletture del poeta, da Rimini a Piacenza. Tutte ottime occasioni sia per conoscere Dante e la sua opera che la bellezza e la ricchezza artistica dell’Emilia-Romagna”.

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