Morgagni (Forlì e Co.): E’ possibile sottoscrivere il referendum sulla cannabis

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(Sesto Potere) – Forlì – 23 settembre 2021 – A seguire pubblichiamo una nota di Federico Morgagni, capogruppo “Forlì e Co.”, (nella foto in alto) , in merito al referendum per la depenalizzazione della cannabis:

La necessità di un quotidiano impegno delle forze politiche sui grandi temi di questa stagione di ripartenza dopo la fase più acuta della pandemia (salute, occupazione, transizione ecologica, ecc.) non può essere una giustificazione per il silenzio sui quesiti referendari che in queste settimane, forse sorprendendo molti osservatori, hanno raccolto l’adesione di centinaia di migliaia di italiani, in un’importante dimostrazione di partecipazione civica e democratica.

Dei quesiti referendari fa parte quello sulla depenalizzazione della cannabis, che si propone di eliminare il reato di coltivazione, rimuovere le pene detentive (con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito) e la sanzione del ritiro della patente, oggi prevista per chi viene trovato in possesso di cannabis indipendentemente dal fatto che si trovi alla guida al momento del fermo, mantenendo invece invariate le sanzioni per guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti.

Sono molte le ragioni che inducono a considerare positivamente il quesito, la cui presentazione è divenuta indifferibile stante l’ostruzionismo delle destre a discutere in Parlamento il testo approvato in Commissione giustizia, che depenalizza la coltivazione di modiche quantità di cannabis e inasprisce le pene per il traffico di grandi quantità di sostanze stupefacenti.
Di fatto, stando ai dati Istat, i consumatori di cannabis in Italia sono ormai 6 milioni, a tutto vantaggio delle mafie i cui proventi da questo traffico oltrepassano i 5 miliardi di euro l’anno, per cui è tempo che l’azione diretta dei cittadini faccia uscire il dibattito dalle secche di ideologismi e vuota retorica, per rispondere a questo fenomeno in maniera razionale, efficace e coerente.
È per questa ragione, del resto, che l’attuale Procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho e il suo predecessore Roberti si sono espressi pubblicamente per la decriminalizzazione.


Lungi dal promuovere il consumo della cannabis, il referendum potrà imporre la revisione di una normativa caotica e confusa, allineandosi con gli indirizzi adottati da autorevoli agenzie internazionali come la Narcotic Drugs dell’ONU e con le scelte di numerosi Stati che hanno da tempo imboccato la via della decriminalizzazione, riscontrando una riduzione del numero dei consumatori e del giro d’affari delle organizzazioni criminali.
Va poi detto che il successo del referendum permetterà di sgravare le Procure da una miriade di procedimenti, liberando risorse per la repressione di altri reati di ben maggiore pericolosità sociale.
Infine consentirà l’acquisto legale della cannabis ai tanti malati che la utilizzano per combattere il dolore cronico associato ad alcune malattie neurologiche e oncologiche, superando una situazione in cui spesso i percorsi di cura “autorizzati” risultano impraticabili, vuoi per ritardi burocratici vuoi per la ridotta capacità produttiva dell’unico stabilimento italiano autorizzato a produrre questi farmaci, inferiore addirittura di dieci volte al fabbisogno.

È ancora possibile per tutti i cittadini e le cittadine sottoscrivere la presentazione del referendum attraverso il sito referendumcannabis.it usando lo SPID o altri strumenti di firma digitale”.