(Sesto Potere) – Forlì – 21 dicembre 2021 – “Per il terzo anno consecutivo, il bilancio (si parla di quello previsionale 2022, ndr) predisposto dalla Giunta di Forlì si presenta come una sorta di libro dei sogni, nel quale sembra che tutti i desiderata dei vari gruppi sociali e di interesse siano dall’Amministrazione, pur essendo nei fatti tutti consapevoli che di dieci che si promette si potrà realizzare due a dire tanto. Il bilancio prevede l’astronomica cifra di 89 milioni di euro di investimenti, mentre l’ultimo rendiconto disponibile (anno di 2020) ci mostra che l’effettiva capacità di azione del Comune è più o meno pari ad un quarto di quella cifra. Nel mezzo c’è tutto quello che ora si promette di fare e che finirà poi slittare di un altro anno, vuoi perché i fondi previsti non arriveranno, vuoi perché mancano i progetti, vuoi perché le stesse potenzialità di progettazione e di spesa della macchina comunale non sono sufficienti. Questo del resto è esattamente quanto è avvenuto nel 2021, che si era aperto con l’approvazione di un bilancio che prometteva 53 milioni di investimenti e poi è trascorso nell’immobilismo più totale, con pochissime opere pubbliche realizzate. Stesso identico discorso si può fare per i mutui che dovrebbero sostenere questi investimenti, previsti in 15 milioni mentre nel 2020 si è riusciti ad accendere mutui per appena un milione. Che credibilità può avere un Comune che promette di fare 15 volte meglio nel giro di un anno? Nei fatti i ritardi dell’Amministrazione condannano Forlì ad una politica di spesa insufficiente, che soffoca ogni capacità dell’Ente locale di di fare quanto necessario per promuovere lo sviluppo del territorio”: a scriverlo nero su bianco in una nota sono i consiglieri comunali di Forlì e Co. Federico Morgagni e Giorgio Calderoni.

“Tutto questo in un momento in cui, invece, servirebbero proprio priorità, visione strategica e un forte ruolo dell’Ente pubblico per intercettare, guidare e supportare le traiettorie dello sviluppo. Infatti non solo ci troviamo in un quadro generale caratterizzato da una ripresa ancora ostacolata da molte incognite ma, lungi dall’essere una “isola felice”, Forlì sta affrontando una fase di forti difficoltà, certificate dal clamoroso balzo all’indietro di ben 26 posizioni sull’anno precedente certificato dalla recente classifica del Sole 24 ore. La nostra città corre un rischio tangibile di declino e marginalizzazione e la risposta del Comune non va oltre settimane di vanterie per aver speso quasi 600.000 euro per le luminarie di Natale”: aggiungono i due consiglieri di opposizione.


Nel corso della discussione sul bilancio Morgagni e Calderoni hanno anche messo in fila tre grandi macro-temi che vengono considerati “punti di partenza per un ripensamento strategico della nostra città, delle sue funzioni e vocazioni e del suo futuro”.

I temi sono il centro storico (anche nell’accezione culturale e commerciale), il lavoro e i settori del welfare e dell’ istruzione. 

Per il centro storico i consiglieri di Forlì e Co. sollecitano: “una soluzione di fondo a problematiche ormai annose non può darsi se non ponendosi al livello di una riflessione che metta in relazione le funzioni del centro e quelle delle periferie, dal commercio alla cultura ai servizi a quelle direzionali” anche attraverso “alcune iniziative forti, che erano urgenti tre anni fa ma che oggi sono ormai diventate indifferibili” a partire dal recupero e valorizzazione funzionale dei contenitori culturali come : il palazzo del Merenda (da recuperare per intero), il quarto stralcio del San Domenico (da completare in tempi celeri) e l’ex Asilo Santarelli (sulle cui funzioni urge un chiarimento)”.

giunta comunale forlì

In tema di occupazione la proposta principale di Morgagni e Calderoni rimane quella di: “mettere al tavolo tutti gli attori economici e sindacali e costruire insieme un Patto per il clima e il lavoro che aiuti a definire insieme una serie di scelte strategiche prioritarie. Ciò non esime il Comune dall’interrogarsi su come tornare a giocare un ruolo di primo piano nel favorire l’insediamento di nuove imprese sul territorio. Servono incentivi e sgravi a favore delle start-up innovative, in particolare se operanti in settori ad alto valore aggiunto sul versante tecnologico e capaci di promuovere forme sostenibili di sviluppo nel quadro di un’economia circolare. Inoltre è necessario che finalmente si proceda a censire i capannoni e le altre strutture industriali non utilizzate presenti sul territorio e si definisca un sistema incentivante per la loro messa a disposizione. L’ente pubblico ha altresì la responsabilità di sostenere il sistema delle imprese nella transizione verso nuove tecnologie e fonti energetiche a basso impatto e di supportare la creazione di nuovi distretti ad alto valore aggiunto come quello legato al tecnopolo aeronautico”.

In tema di welfare i consiglieri comunali di Forlì e Co. ricordano che: “La pandemia ha portato alla luce una volta di più le problematiche connesse con una transizione demografica che ha visto un forte allungamento della speranza di vita, ponendo la questione fondamentale di come garantire agli anziani una elevata qualità della vita e supportare le famiglie nei loro compiti di cura, mentre si registra un preoccupante calo della natalità, riflesso di una situazione economica, lavorativa e sociale che rende quasi impossibile alle giovani coppie avere dei figli. Qui l’unica risposta adeguata alla sfida è quella che prevede un ripensamento complessivo del modello di assistenza e servizi alla terza età. Da una parte urge un aumento dei posti convenzionati nelle strutture protette e dall’altra è necessario mettere in primo piano l’accrescimento dell’home care, sia con un rafforzamento della rete dei servizi domiciliari, che mediante il sostegno ai/alle Caregiver riconoscendone il valore del lavoro di cura con assegni, servizi di sollievo e formazione”.

Infine c’è la questione delle scuole per l’infanzia, a parere di Morgagni e Calderoni: “Questo servizio, di enorme valenza pedagogica ed educativa e di primario valore sociale, deve essere considerato non un servizio a domanda individuale ma di natura universalistica, e pertanto reso gratuito, come fatto anche da altri Comuni”.


“Questi sono i temi che abbiamo cercato di porre, per realizzare un confronto serio sui problemi centrali per il futuro della città. Il dibattito che è seguito si contraddistinto come elemento più significativo per il fatto che anche alcuni consiglieri di maggioranza hanno sollevato preoccupazioni e sollecitato interventi su alcune delle tematiche che anche noi avevamo posto (il futuro della città e il rischio di un suo declino, l’attrattività per le imprese, il ripensamento del welfare, ecc..). La dialettica che è così andata in scena è stata interessante e significativa. Auspichiamo che nei prossimi mesi questi esponenti della maggioranza dimostrino la volontà politica di trasformare tali ragionamenti in un confronto costruttivo per condividere alcune scelte sul futuro della città. Chi purtroppo è rimasta impermeabile a questo clima di riflessione trasversale è stata invece la Giunta comunale, che ha preferito “barricarsi” nelle solite litanie fatte di auto-elogi e scaricamento di responsabilità, senza mostrare il minimo interesse a scendere nel merito di alcuno dei problemi. Ne è conseguita l’inevitabile decisione di un voto contrario sul bilancio”: concludono i consiglieri comunali di Forlì e Co.