Monopattini elettrici, Asaps: in due mesi 43 incidenti gravi

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monopattino a motore

(Sesto Potere) – Forlì – 12 agosto 2020 – L’Osservatorio Monopattini di ASAPS – Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale di Forlì – nei mese di giugno e luglio ha registrato un vero e proprio boom di sinistri, alcuni dei quali molto gravi, rapportati anche al limitato numero di veicoli ora in circolazione.

L’Osservatorio, che registra solo i sinistri più gravi, su segnalazione dei referenti sul territorio e da notizie stampa, ha archiviato ben 43 incidenti, con comportamenti particolarmente gravi alla guida da parte degli utilizzatori, anche con casi di guida alterata dall’alcol, e modalità di guida completamente inosservanti delle normali regole di prudenza, come il contromano, il viaggiare in due, il farsi trainare o trainare biciclette, il transitare con il semaforo rosso.

L’aumento esponenziale di sinistri riguarda le due grandi metropoli, Roma e Milano, ma anche centri urbani minori, dove le ambulanze spesso accorrono per semplici cadute autonome di cui l’Osservatorio ASAPS non ha contezza anche per il mancato intervento di un organo di polizia stradale, cadute dovute anche a distrazioni alla guida, o alla sede stradale dissestata, ma che si traducono in traumi cranici o facciali.

Nei 43 incidenti del bimestre estivo in esame, post “lock-down” per l’emergenza Covid-19, si è avuto il primo sinistro mortale a Budrio (BO), dove un 60enne si è scontrato con un auto nei pressi di una rotonda, mentre sei sono le persone ricoverate in prognosi riservata di cui due ragazzini di 7 anni, uno a Numana (AN) caduto da un “hoverboard”, il cd volopattino elettrico autobilanciato e un altro a Campione del Garda (Brescia), dove un motociclo ha investito il bambino a bordo del monopattino mentre attraversava il lungolago, tra i turisti e bagnanti.

Monopattino_elettrico

ASAPS ha contato sei sinistri con il coinvolgimento di utenti ubriachi alla guida, di cui ben tre guidavano monopattini, mentre in quattro sinistri la causa è l’apertura della portiera da parte di un automobilista che ha fatto poi rovinare a terra il monopattinista.

Dei 43 sinistri con lesioni di giugno e luglio il maggior numero si è verificato a Milano con ben 10 sinistri, mentre altri 60 interventi risultano effettuati dai sanitari ma senza particolari conseguenze, soprattutto per cadute autonome senza i rilievi delle forze dell’ordine. Segue Roma con 8 sinistri gravi con lesioni.

Le tre regioni dove oggi si registra il maggior numero di sinistri sono Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna, anche per il massiccio utilizzo di monopattini in sharing.

Lo diciamo da settimane – ricorda il Presidente ASAPS Giordano Biserni – che l’uso del monopattino non è un gioco, e neppure uno strumento da utilizzare su strada con superficialità, come se tutto fosse lecito. I video che girano in rete mostrano comportamenti sconsiderati  al limite della follia, con i mezzi che entrano in tangenziali autostradali o monopattini che trasportano tre persone o trascinano carrozzelle per disabili. Vanno trasmessi in rete ed in televisione i video dei crash-test come  in altri paesi europei dove mettono in mostra i danni per chi utilizza in modo sconsiderato il monopattino”.

Ben vengano le sanzioni, come comunicato in questa settimana da parte delle Polizie Locali di molti capoluoghi che hanno iniziato ad emettere verbali. Un occhio particolare va poi dato alle manomissioni ed alterazioni dei mezzi che permettono di superare i 25 km/h previsti dalla legge. ASAPS vuole proporre anche alcune soluzioni come quella di forme diverse di tariffazione per i monopattini in sharing perché quella “pay for minute”, impone tragitti più veloci con meno spesa per l’utente, ma comportamenti inosservanti delle regole, come il transito su marciapiede, il mancato rispetto delle precedenze o dei semafori rossi. Ed ancora proponiamo una assicurazione obbligatoria per gli utenti che utilizzano il monopattino privato e ancora limitazione della velocità a 20 km/h nelle strade più ad altro rischio e nelle ore serali e notturne”: conclude Giordano Biserni. 

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