Mes, la Camera dice ‘sì’ alla riforma. 13 M5S votano ‘no’. Interventi di Vietina e M. Di Maio

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(Sesto Potere) – Roma – 9 dicembre 2020 – Nella parte antimeridiana della seduta della Camera dei deputati sono state approvate le Comunicazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020. La Rai ha trasmesso in diretta la replica di Conte e le dichiarazioni di voto dei rappresentanti dei Gruppi e delle componenti politiche del Gruppo misto.

Conte

Alla fine, l’Aula di Montecitorio ha espresso il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier con 314 voti a favore, 239 contrari e 9 astenuti.

Nel M5s 13 deputati si sono dissociati ed hanno votato “no” (tra loro anche il forlivese Carlo Ugo De Girolamo) alla risoluzione di maggioranza, ed altri 10 non hanno preso parte al voto.

Nelle fila di Forza Italia 16 i deputati non hanno preso parte al voto, tra loro:  Renato Brunetta, Renata Polverini, Michela Vittoria Brambilla e la romagnola Simona Vietina.

 Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parla di “assenze fisiologiche e non politiche” spiegando che il gruppo di Forza Italia ha votato in modo compatto”.

Vietina

Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia e sindaco di Tredozio (FC), ha spiegato in una nota che: “non mi è stato possibile presenziare in aula per il voto sulla riforma del MES perché sono in attesa, insieme a tutta la mia famiglia, dei risultati del tampone effettuato per verificare un possibile contagio da Covid-19. Mio malgrado, questa situazione non mi ha permesso di recarmi a Roma né tantomeno in aula”. Vietina ha aggiunto che della cosa era informato il gruppo parlamentare di Forza Italia “già da ieri” , dicendosi anche: “profondamente dispiaciuta di vedere strumentalizzata la mia assenza: la mia posizione sulla riforma del Mes è ben nota da tempo ed è stata dichiarata pubblicamente anche nel corso di una recente trasmissione televisiva: il mio voto sarebbe stato negativo e perfettamente in linea con le posizioni espresse dal presidente Berlusconi in merito”. 

Nella risoluzione di maggioranza approvato dalla Camera si impegna il governo ad assumere ogni decisione sul ricorso alla linea di credito sanitaria del Mes “solo a seguito di un preventivo ed apposito dibattito parlamentare e previa presentazione da parte del governo di un’analisi dei fabbisogni, nonché di un piano dettagliato dell’utilizzo degli eventuali finanziamenti”.

La risoluzione che darà il via libera alla riforma del Mes dovrà passare il vaglio anche del Senato.

“Dopo questo passaggio parlamentare, mi auguro che si compiano tutti i passi successivi per accedere a quei 36 miliardi di euro che hanno come unico vincolo quello di essere destinati a investimenti diretti e indiretti per la nostra sanità. E’ un’occasione irripetibile per dare risposte concrete ai cittadini, anche in Romagna”: dichiara il deputato forlivese di Italia Viva Marco Di Maio, capogruppo in Commissione Affari costituzionali, dopo aver partecipato ai lavori di Montecitorio alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Per la cronaca, Italia Viva ha firmato la risoluzione di maggioranza.

“Dicendo sì a quei finanziamenti europei – prosegue il parlamentare – la nostra regione potrebbe beneficiare di una quota tra i 2 miliardi e 2 miliardi e mezzo, con i quali si potrebbero compiere investimenti ingenti per potenziare la medicina di territorio, dare una copertura maggiore alle zone lontane dagli ospedali, rafforzare per quantità e qualità il personale, incrementare la dotazione delle nostre strutture sanitarie con centinaia di milioni di investimenti”.

il voto contrario di De Girolamo (dalla sua pagina Fb)

“E poi – conclude Marco Di Maio -, si potrebbero risparmiare i 60 milioni di euro impegnati dagli enti pubblici e soggetti privati del territorio per finanziare i corsi di laurea in medicina e chirurgia a Forlì e Ravenna coprendo quelle somme con i fondi del MES e destinando le risorse oggi impegnate ad altri interventi. E’ un’opportunità irripetibile, mi auguro che le istituzioni locali e tutti i parlamentari del territorio, a prescindere dalle comprensibili posizioni che devono tenere in parlamento in osservanza delle indicazioni del proprio gruppo politico, facciano quanto possono per spingere verso l’adesione a questa occasione preziosa. Per l’Italia e per la Romagna”.

“In questi giorni c’è chi ha sostenuto che un voto contrario alla risoluzione di maggioranza sul Mes fosse un voto contro il nostro Presidente Conte. Mai cosa più falsa. Nessuno si azzardi a tirare per la giacchetta il Presidente per coprire le ragioni di una giravolta incomprensibile per i cittadini. Oggi in Parlamento siamo stati chiamati a esprimere solo un indirizzo politico sulla riforma di uno strumento inadeguato, inutile e persino dannoso per gli interessi dell’Italia. Nient’altro. Chi ha deliberatamente alzato la posta in gioco, contribuendo a creare un clima ‘tossico’ sin da questa mattina, non ha certamente la coscienza pulita. Da costituzionalista ho così rivendicato il mio diritto di esprimere un voto libero secondo coscienza. Un voto di coerenza con il programma di quella stessa forza politica che per ben due volte aveva invece difeso i suoi valori. Essere contrario all’imposizione calata dall’alto non è una colpa. È piuttosto una mia prerogativa, da parlamentare libero”: ha motivato così il suo voto il deputato del M5S Carlo De Girolamo.