Bologna – 24 ottobre 2022 – Scintille e nervi tesi ancora una volta in Emilia-Romagna tra Regioni e sindacati dei medici. Fimmg e Snami hanno annunciato infatti la decisione di interrompere ogni relazione sindacale, dopo il documento diramato tre giorni fa dal direttore generale della Sanità in Regione, Luca Baldino. Si tratta di linee guide interpretative legate all’accordo siglato con gli stessi sindacati nel luglio scorso, intesa che andava a regolare i rapporti con i medici d’emergenza e il loro aiuto nei Pronto soccorso.

Il problema è che l’ultimo atto di Baldino, secondo Snami e Fimmg, è “l’ennesimo provvedimento interpretativo unilaterale”, che definisce linee di indirizzo “in aperto e macroscopico contrasto con quanto sottoscritto nell’intesa relativa all’emergenza sanitaria territoriale”.

Finché quel documento non sarà ritirato, avvertono, i due sindacati diserteranno qualsiasi altro tavolo e incontro in Regione, a partire da quello in programma il prossimo 28 ottobre sugli ambulatori dedicati ai codici bianchi. Riforma, dunque, che potrebbe subire intoppi.

dottore in corsia

Il problema, spiega all’agenzia ‘Dire’ Roberto Pieralli, presidente dello Snami Emilia-Romagna, riguarda il cosiddetto ‘doppio lavoro contemporaneo’ dei medici del 118, chiamati a dare man forte anche in Pronto soccorso. “Per 10 anni- accusa Pieralli- le aziende sanitarie hanno fatto le nozze coi fichi secchi, facendo quello che pareva loro. Ora abbiamo detto che questa cosa non si può più fare. Un medico in presidio 118 non può essere contemporaneamente anche in Pronto soccorso, soprattutto se si parla di due luoghi diversi e distanti”.

Nell’accordo di luglio, spiega Pieralli alla ‘Dire’ , è previsto che il medico d’emergenza possa dare una mano in ospedale solo se libero e per attività di primo intervento, ma non per la presa in carico dei pazienti. “E’ una questione di sicurezza”, sottolinea il presidente Snami. Al contrario, nell’ultimo provvedimento firmato da Baldino il doppio lavoro viene ancora permesso, denuncia Pieralli, oltretutto “alle tariffe più basse”.

In questo modo, avverte il presidente Snami, “i medici d’emergenza scapperanno un’altra volta verso i privati”.

E dire che “abbiamo 200 persone in attesa del corso che ancora non è iniziato, nonostante le graduatorie siano già chiuse”. Per di più, segnalano Fimmg e Snami alla ‘Dire’ , si tratta di un documento “inaccettabile e irrispettoso” perchè è “in violazione” dell’accordo collettivo nazionale che disciplina i rapporti coi medici di medicina generale. La nota, infatti, è stata emessa dalla Regione e non dal Comitato regionale previsto dall’intesa nazionale, per cui secondo i due sindacati è “priva di qualunque valore ed efficacia”.

Snami e Fimmg comunicano dunque “la necessaria e immediata interruzione delle relazioni sindacali con la Regione Emilia-Romagna”, essendo per loro “impossibile proseguire qualunque ulteriore confronto in assenza di una revoca della nota stessa”. Le sigle – ricorda l’agenzia ‘Dire’ – si riservano tra l’altro “ogni ulteriore azione di legittima tutela nell’interesse dei professionisti rappresentati e dei cittadini da questi assistiti”.