(Sesto Potere) – Cesena – 18 gennaio 2023 – Matrimoni forzati e combinati, una realtà del passato ben radicata nel presente. Ad oggi, sono 60 milioni i matrimoni combinati; ben 146 i paesi nei quali è legale sposarsi al di sotto dei 18 anni.

Il fenomeno, nella sua cruda drammaticità, interessa da vicino anche l’Italia che, solo in riferimento agli ultimi anni, registra  24 casi di matrimoni forzati rappresentati dal caso di Saman Abbas, la ragazza pakistana scomparsa nel reggiano dopo essersi opposta alle nozze con il cugino.

Proprio dall’analisi di questo contesto, giovedì 26 gennaio alle ore 9,15, al Cinema Eliseo (Viale Giosuè Carducci, 7), prenderà avvio la giornata di approfondimento organizzata, nell’ambito del progetto SAI dell’Unione Valle Savio, dal Centro Interculturale “MoviMenti”.

La mattinata di formazione, che sarà introdotta dai saluti dell’Assessora ai Servizi per le Persone e le famiglie Carmelina Labruzzo, si concentrerà su precise tematiche attraverso gli interventi di esperte come Tiziana Del Pra, Fondatrice Trama di Terre Onlus, e l’avvocata Cristina Cecchini: i matrimoni forzati come forma di violenza di genere; norme nazionali di prevenzione e tutela delle vittime; linee guida per comprendere ed interpretare il fenomeno; la tutela delle donne richiedenti protezione internazionale. Dopo un breve intervallo, si riprenderà alle ore 12 con l’analisi dei contesti nazionali di provenienza delle famiglie e ragazze immigrate e con un focus riguardante le ragazze di seconda generazione che vivono in Italia.

Alle ore 18 i lavori saranno introdotti dalla presentazione del libro “Libere, il nostro No ai matrimoni forzati” (Ed. Paperfirst, 2022) di Martina Castigliani. Fatima, Yasmine, Zoya, Khadija e X sono cinque ragazze che hanno deciso di ribellarsi alle nozze forzate. Per essere libere hanno rinunciato a tutto: sono fuggite lontano da casa, hanno rotto ogni rapporto con la famiglia, sono state costrette a cambiare identità.

In questo libro si raccontano in esclusiva, nonostante i rischi: il rifiuto non è mai stato accettato e sono ancora oggi in pericolo. Se hanno deciso di esporsi è «per tutte le altre», obbligate a subire violenze. Un libro corale e un’inchiesta su un fenomeno che riguarda centinaia di invisibili. “In Italia, di matrimoni forzati si parla se una ragazza viene uccisa: Saman Abbas è solo l’ultimo caso strumentalizzato da politica e talk show”: scrivono le proponenti. Interverranno l’autrice Martina Castigliani, Tiziana Del Pra, anche attivista per i diritti delle donne, Antonella Brunelli, Direttrice UO Pediatria e Consultori familiari di Cesena, Maria Elena Baredi, Presidente di Asp Cesena-Valle Savio. Modererà Elena Magalotti del Centro donna comunale.

Alle 20,30 l’Assessore all’Inclusione e alla Cultura Carlo Verona aprirà la seconda parte della giornata che sarà caratterizzata dalla proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano del film “Sonita” (2015) della cineasta iraniana Rokhsareh Ghaemmaghami.

Il titolo altro non è che il nome della protagonista, diciottenne emigrata da bambina dall’Afghanistan verso l’Iran, che vive a Teheran in una abitazione di fortuna, insieme alla sorella e a una nipotina, e viene tutelata da un centro di sostegno agli immigrati presso cui lavora e segue gli studi scolastici. 

Sonita ha l’abitudine di rappresentare visivamente i propri sogni su un diario: lei vorrebbe diventare una rapper, il suo modello del resto è Rihanna, perché le esperienze pregresse come cantante pop non le consentivano di esprimere compiutamente il proprio disagio o di raccontare le proprie esperienze di adolescente. Esperienze che si intrecciano con una cultura afghana fatta di donne sottomesse, spose bambine vendute in matrimonio fin dalla tenera età come se fossero pecore, merce di scambio con cui ogni genitore pensa di ricavare soldi per sostenere il resto della famiglia, pagare debiti o magari comprare perfino qualche oggetto costoso. Sonita fa insieme ad un amico il giro di vari studi di registrazione di Teheran alla ricerca di qualcuno che possa finanziare l’incisione di una sua canzone, in un alternarsi di dinieghi, dubbi o possibili spiragli di opportunità dei vari piccoli produttori che i due incontrano nel loro difficoltoso peregrinare. A sorpresa un giorno la ragazza riceve la visita della madre, che, arrivata a Teheran, le annuncia di volerla riportare ad Herat in Afghanistan per venderla in matrimonio a 9000 dollari, cifra che consentirebbe al fratello la dote per potersi sposare, ovvero comprare anche lui come sposa un’altra donna.

Per prendere parte alla mattinata di formazione occorre iscriversi contattando il numero 3347221140, dalle ore 9 alle ore 14, oppure scrivendo a sai.vallesavio@gmail.com.
Tutti gli eventi sono a ingresso libero.